Disincanto e reincantamento – Fondazione Collegio San Carlo

Disincanto e reincantamento

Nuovi statuti del visivo nell'orizzonte del sacro

  • martedì 17 febbraio 1998 - 17,00
Centro Studi Religiosi

Muovendo dalla equiparazione di disincanto e reincantamento suggerita da Nietzsche in Verità e menzogna in senso extramorale, per cui l’atto con cui l’uomo riempie il cielo di dei e poi lo svuota è, in un caso e nell’altro, lo stesso atto mitopoietico fondamentale alla base di ogni elaborazione di senso, mi domando se l’opposizione fra coloro che ritengono possibile il reincantamento o addirittura pensano che il disincanto non sia veramente mai avvenuto (da W. F. Otto a Marquard e a Hillman) e coloro che invece sostengono il carattere inoltrepassabile del disincanto (da Weber a Bultmann e a Altizer) abbia davvero ragion d’essere e non appaia invece già superata e del tutto sterile.
Più significativa e anche più rilevante storicamente un’altra opposizione: quella fra coloro che affermano la possibilità di una manifestazione del divino nel visibile e coloro che la negano. In breve, si tratta dell’opposizione fra iconofili e iconoclasti. La quale presenta oggi una singolare riviviscenza, anche se sotto mutate spoglie (da Gadamer, il quale parla di ontologia dell’immagine e nell’immagine vede un “aumento di realtà”, a Blanchot, per il quale al contrario l’immagine è negatività e assenza, anzi, figura di morte, ma senza dimenticare la recente teologia russa delle icone, che ovviamente resta legata al dibattito tradizionale ma ha importanti risvolti filosofici, come dimostra la storia della sua ricezione in occidente). Tuttavia anche questa opposizione sembra lasciare il campo a una riflessione in grado di pensare insieme le ragioni di coloro che credono nel valore di verità dell’immagine e di coloro che invece nell’immagine vedono soprattutto un limite a un’esperienza religiosa più pura e più alta.
La nozione, per tanti aspetti paradossale, di pensiero simbolico apre questo nuovo stadio della discussione su quelli che possiamo chiamare “i nuovi statuti del visivo nell’orizzonte del sacro”.

Riferimenti Bibliografici


a) sul mito

- H. Blumenberg, Elaborazione del mito, Bologna, Il Mulino, 1991.*
- K. Jaspers- R. Bultmann, Il problema della demitizzazione, Brescia, Morcelliana, 1995.*
- L. Kolakowski, Presenza del mito, Bologna, Il Mulino, 1992.*
- W.F. Otto, Il mito, Genova, Il Melangolo, 1993.*

b) sull’immagine

- J. Baltrusaitis, Anamorfosi o Thaumaturgus opticus, Milano, Adelphi, 1990.*
- J. Baudrillard, Simulacres et simulation, Paris, Galilée, 1995.*
- M. Blanchot, Il libro a venire, Torino, Einaudi, 1969.*
- P. Florenskij, Le porte regali, Milano, Adelphi, 1995.*
- H.G. Gadamer, Verità e metodo, Milano, Bompiani, 1983.*
- L. Uspenskij, La teologia dell’icona, Milano, La Casa di Matriona, 1995*
- P. Ricoeur, La metafora viva, Milano, Jaka Book, 1981.*
- J.-J. Wunenburger, Philosophie des images, Paris, PUF, 1997.*

(*) I titoli contrassegnati con l'asterisco sono disponibili, o in corso di acquisizione, per la consultazione e il prestito presso la Biblioteca della Fondazione Collegio San Carlo (lun.-ven. 9-19)

Presso la sede della Biblioteca, dopo una settimana dalla data della conferenza, è possibile ascoltarne la registrazione.

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