La Parigi degli impressionisti

La metropoli moderna e i nuovi linguaggi dell’arte

  • venerdì 27 novembre 2020 - ore 17.30
Centro Culturale

La modernità, che Baudelaire auspicava potesse diventare protagonista dell’arte della propria epoca, è al centro della ricerca degli impressionisti. Le loro tele ci offrono uno sguardo d’eccezione sulla società del tempo e ci forniscono il ritratto di una classe sociale: la borghesia. I problemi sociali, sempre più profondi, che investono la vita in città non sembrano interessare i pittori del gruppo. La loro attenzione è rivolta piuttosto alla vita mondana: ai teatri, ai caffè, agli atelier di moda, alla quotidianità di quella borghesia alla quale essi stessi appartengono. Nelle loro tele si respira l’atmosfera della Parigi più vitale e sorridente. Rari, anzi rarissimi, sono i quadri che mostrano uno studio più attento e profondo degli aspetti più tristi dell’esistenza. Nel privato, però, molti di loro si dichiarano di idee socialiste e leggono con grande interesse le opere di Émile Zola, vere e proprie indagini sulle inaccettabili condizioni delle classi più basse, sulla loro miseria e sul degrado ormai dilagante. […] Parigi, con i suoi boulevard, i suoi palazzi, i suoi scorci più suggestivi, la sua atmosfera è una grande protagonista dell’opera degli impressionisti. Interessanti sono le serie dedicate da alcuni di loro alle strade di città. Se per Renoir e Degas, Parigi fornisce soltanto uno sfondo interessante per composizioni più complesse, per Monet, Caillebotte e Pissarro essa è una fonte inesauribile di ispirazione. Celebri sono gli scorci colti da singolari punti di vista proposti da Caillebotte. Altrettanto famose sono le tre serie di tele dedicate alle strade e alle piazze di Parigi realizzate da Pissarro negli anni Novanta. L’occhio di Monet, in cerca di nuove suggestioni, si esercita fin dalle prime prove sul paesaggio urbano. Per ritrarre le sue vedute cittadine Monet cerca sempre un punto di osservazione dall’alto. Profonda è l’influenza degli scatti fotografici eseguiti da Nadar dalla sua mongolfiera: non a caso, Monet esegue il suo primo scorcio dall’alto, dalla finestra del laboratorio del fotografo, in boulevard des Capucines. Quando vuole ritrarre rue Montorgueil imbandierata, cerca un balcone, per osservare da questo punto di vista privilegiato la vivacità della festa che si sta svolgendo in strada.

 

(da S. Bartolena, Impressionisti. Colori, luci, sorrisi: la più radiosa stagione della pittura, Milano, Leonardo Arte, 2002, pp. 68, 96)

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