Le politiche europee di integrazione sociale – Fondazione Collegio San Carlo

Le politiche europee di integrazione sociale

Multiculturalismo e governo dei flussi migratori

  • Pino Gulia

    Direttore Ufficio Immigrazione - Caritas Italiana, Roma

  • martedì 09 aprile 2002 - 21
Centro Culturale

Le Nazioni Unite stimano che nel mondo vi siano 150 milioni di persone che vivono al di fuori del proprio paese di origine, pari al 2,5 della popolazione mondiale che ha raggiunto i 6 miliardi alla fine del 1999. Nell’Unione la mobilità dei cittadini europei non è così diffusa perché, secondo i dati forniti dalla Commissione Europea, si sposta appena un milione e mezzo di persone, poco meno dello 0,4% della popolazione europea: nel corso di un decennio le migrazioni interne hanno riguardato il 4% della popolazione in Europa e il 24% negli Stati Uniti: al riguardo influiscono varie diversità (lingua, trattamento pensionistico, sistema fiscale, difficoltà a far riconoscere la professionalità, mancanza di informazioni sulle opportunità). Invece l’Unione Europea, unitamente agli altri Stati che fanno parte dello spazio economico europeo, costituisce nel panorama mondiale una delle aree più dinamiche per lo sbocco dei flussi dall’estero […]
In media il tasso di immigrazione netta (inclusi tutti i flussi, da quelli per motivi economici permanenti e temporanei a quelli per motivi umanitari) nel periodo 1990-98 è stato del 2,2 per mille nell’Unione rispetto al 3 per mille negli Stati Uniti, al 6% nel Canada, mentre in Giappone il valore è pari a zero. […]
L’incidenza degli immigrati sulla popolazione residente, espressione della diversa capacità d’attrazione di ciascun’area, vede il Giappone confinato nella posizione più bassa (1,2 immigrati per abitante), l’Unione Europea in posizione intermedia (5,2) e nelle posizioni più alte i paesi anglosassoni d’oltreoceano (Stati Uniti 9,8; Canada 16,8 e Australia 21,5). In Europa vi è un immigrato ogni 20 persone, negli Stati Uniti una ogni 10, in Canada una ogni 6 e in Australia una ogni 5. Si rileva, così, come la nascita e lo sviluppo dei paesi anglosassoni d’oltreoceano siano intrinsecamente intrecciati con l’immigrazione, a differenza di quanto avviene in Giappone dove vi è appena un immigrato ogni 100 residenti. […]
L’analisi della popolazione immigrata va completata con una considerazione sui nuovi ingressi, che costituiscono il suo principale fattore d’aumento, e sul numero delle naturalizzazioni che portano alla diminuzione del numero degli immigrati, in quanto in Europa i naturalizzati non vengono più considerati immigrati. Torna utile un confronto sull’andamento dei flussi migratori che nel 1998 sono entrati nei vari stati dell’Unione Europea e quindi mostrare differenze e analogie tra l’Unione Europea e i principali paesi d’immigrazione d’oltreoceano. Per numero di ingressi vengono ai primi posti la Germania (con più di 600 mila unità), la Gran Bretagna (più di 200 mila) e la Francia e l’Italia (con più di 100 mila: l’Italia nell’ultimo biennio ha superato a sua volta le 200 mila unità). I flussi diretti in Germania sono costituiti in prevalenza da immigrati temporanei tant’è che, tenuto anche conto di quelli che hanno ottenuto la naturalizzazione, il saldo migratorio è stato negativo (- 33.500). Per la Gran Bretagna non si dispone del dato di saldo. Negli ingressi della Francia sono inclusi anche i casi di regolarizzazione. In Italia i due terzi dei nuovi ingressi avviene per motivi di insediamento stabile. Queste considerazioni aiutano a capire come l’Italia sia diventata, nel contesto europeo, uno dei principali sbocchi migratori. Dopo questi quattro paesi vengono, con 30-50.000 immigrati, Belgio, Grecia e Svezia, mentre i restanti stati membri registrano quote più basse. Al di fuori dell’Unione Europea si collocano a un livello elevato, in Europa la Svizzera (74.900 ingressi), e oltreoceano l’Australia 84.100, il Canada 174.100, il Giappone 265.500 e gli Stati Uniti 660.500.
(da: CARITAS Italiana, Immigrazione. Dossier statistico 2001. XI rapporto sull’immigrazione, Roma, 2001, pp. 25-27)

Riferimenti Bibliografici


-AA.VV., Migrazioni e cittadinanza in Europa, a cura di F. Bandarin, in "EuropaEurope", IX, 2000, n.6, pp.37-132;
-CARITAS Italiana, Immigrazione. Dossier statistico 2001. XI rapporto sull'immigrazione, Roma, 2001;
-Commissione per le politiche di integrazione degli immigrati, Secondo rapporto sull'integrazione degli immigrati in Italia, a cura di G. Zincone, Bologna, 2001.

(*) I titoli contrassegnati con l'asterisco sono disponibili, o in corso di acquisizione, per la consultazione e il prestito presso la Biblioteca della Fondazione Collegio San Carlo (lun.-ven. 9-19)

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