Fondatori di religioni. Carisma individuale e contesto sociale all’origine delle tradizioni religiose

Ciclo di lezioni, ottobre 2019 - gennaio 2020


L’origine delle religioni che sono antiche e, allo stesso tempo, ancora oggi molto praticate nel mondo è riconducibile – con l’eccezione dell’hinduismo – alla figura di un fondatore, di una personalità storica che in un tempo e in un luogo più o meno chiaramente determinabili su base documentaria ha dato origine, con le proprie idee e la propria azione direttamente connesse al divino, a una formazione religiosa. Seppur con differenze di grande rilievo, questo dato è quanto caratterizza ebraismo e cristianesimo, islam e buddhismo, zoroastrismo e confucianesimo, oltre alle diverse tradizioni riformate sorte in età moderna. Tuttavia, come ha sottolineato anche Peter Antes alcuni anni fa, riportando l’attenzione degli studiosi sui fondatori di religioni, spesso la dottrina e l’opera del fondatore non si identifica completamente con la religione che a lui si richiama.

La possibilità di ricondurre l’origine di una tradizione religiosa all’opera di un individuo non ne rende più facile la conoscenza e la comprensione. In primo luogo, si pone la questione dell’identità storica del fondatore, di cui a volte è possibile ricostruire la biografia solo in modo parziale e lacunoso – attraverso le rare testimonianze coeve o attraverso i resoconti, spesso agiografici, di discepoli e fedeli – mentre in altri casi si tratta di figure così lontane nel tempo da non poterne affermare con certezza la storicità ed è lecito supporre che si possa anche trattare, per esempio, della personificazione mitologica di una tradizione religiosa creata collettivamente. In secondo luogo, occorre comprendere in che modo il fondatore ha inteso la propria opera e il proprio “statuto”, cioè con quali specificità spirituali, religiose, sociali e politiche si identifica. In terzo luogo, è necessario individuare quale rapporto si instauri, nella figura del fondatore, tra la dimensione divina e la dimensione mondana.

La rappresentazione di sé, che contraddistingue gli individui riconosciuti come fondatori di una religione, non sempre corrisponde all’immagine che ne è stata in seguito tramandata. Caratterizzati da tratti profetici o carismatici, mistici o escatologici, solo in alcuni casi essi hanno esplicitamente espresso la volontà di fondare una nuova religione, mentre in altri casi si sono riconosciuti come riformatori di una tradizione precedente o, più semplicemente, come maestri di morale. Occorre infatti ricordare che è stato soprattutto il lavoro compiuto dai più immediati discepoli a produrre l’istituzionalizzazione del nuovo messaggio religioso, realizzata attraverso l’organizzazione delle prime comunità di fedeli intorno a un nucleo teologico, spirituale, rituale e morale considerato fonte di salvezza e di beatitudine.

Prendendo le mosse da queste considerazioni preliminari, la prima parte del ciclo di conferenze organizzato dal Centro Studi Religiosi della Fondazione Collegio San Carlo di Modena, attraverso sette appuntamenti previsti tra ottobre 2019 e gennaio 2020 (mentre la seconda parte del ciclo si svolgerà tra febbraio e aprile 2020), intende proporre un percorso di lungo periodo che, nella consapevolezza di non poter esaurire tutte le religioni, rifletta sul ruolo e sulle caratteristiche dei diversi fondatori, anche attraverso l’analisi delle relazioni che vengono a crearsi tra la figura del fondatore e la successiva tradizione religiosa.

Sarà così dedicata particolare attenzione a due fondatori dell’antichità: Zarathustra – il quale è all’origine (con datazioni diverse, ancora oggetto di discussione, tra la fine del II millennio e il VII secolo a.C.) di una delle religioni più antiche tra quelle ancora oggi praticate, lo zoroastrismo (o mazdeismo) – e il faraone Amenhotep IV/Akhenaten che, regnando dal 1353 al 1335 a.C., diede vita alla cosiddetta “rivoluzione amarniana”, ovvero il tentativo di trasformare la religione egizia in una forma di monoteismo (o enoteismo). In seguito, saranno considerati i fondatori dei grandi monoteismi del Mediterraneo, sottolineando come le differenze che distinguono ebraismo, cristianesimo e islam trovino già espressione in alcune caratteristiche di queste figure: Mosè, “il maggiore dei profeti” secondo l’espressione di Maimonide; Gesù, il figlio di Dio che annuncia la venuta del Regno; Maometto, a cui Allah rivela il Corano. Successivamente sarà dedicata attenzione al particolare statuto dell’insegnamento di Confucio, che molti studiosi interpretano come un magistero più etico e morale che religioso, e alla vicenda biografica di Valdo di Lione, fondatore della tradizione valdese nella cristianità del XII secolo percorsa da grandi movimenti di riforma e di rivivificazione del messaggio evangelico.

Riepilogo

Tema
  • Fondatori di religioni
Periodo
Informazioni e contatti La partecipazione è libera e a richiesta si rilasciano attestati di partecipazione. Il ciclo di lezioni è organizzato dalla Fondazione Collegio San Carlo di Modena, ente accreditato presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ai sensi di quanto previsto dalla Direttiva di accreditamento degli enti di formazione del personale della scuola n. 170/2016. Le lezioni si tengono presso la sede della Fondazione, in via San Carlo 5, Modena. 059.421237, csr@fondazionesancarlo.it

Conferenze

08/10/2019

La rivoluzione religiosa nell’Egitto antico

Marco Zecchi

Centro Studi Religiosi

22/10/2019

Rito, parola e pensiero nello zoroastrismo

Antonio Panaino

Centro Studi Religiosi

05/11/2019

Esodo e profezia all’origine del monoteismo ebraico

Massimo Giuliani

Centro Studi Religiosi

19/11/2019

Messaggio evangelico e annuncio del Regno

Piero Stefani

Centro Studi Religiosi

26/11/2019

La rivelazione del Corano e la nascita dell’Islam

Paolo Branca

Centro Studi Religiosi

10/01/2020

Saggezza e relazione con l’altro nel confucianesimo

Tiziana Lippiello

Centro Studi Religiosi

24/01/2020

Povertà e vita apostolica nella prima comunità valdese

Grado Giovanni Merlo

Centro Studi Religiosi