Le relazioni con l'alterità nelle tradizioni religiose – Fondazione Collegio San Carlo

Ospite. Le relazioni con l'alterità nelle tradizioni religiose

Le frontiere dell'Europa

Seminario di cultura europea, febbraio - marzo 2015


La riflessione contemporanea sulla figura dell’ospite, nel pensiero laico come in quello religioso, si trova in stretta relazione dialettica con i concetti di persona e di cittadinanza. Nel primo concetto risiede il senso più profondo dell’essere straniero, dell’accoglienza e del dialogo, dell’incontro fra culture e religioni diverse. Il secondo concetto, prodotto di una lunga storia di diffusione e salvaguardia dei diritti civili, viene invece messo alla prova dai recenti processi di globalizzazione e di migrazione che evidenziano il progressivo affermarsi di una sorta di “zona grigia” in cui i diritti più elementari risultano sospesi o annullati: quella in cui si trovano a vivere coloro che risiedono irregolarmente in un paese straniero e che dunque non sono cittadini. Il concetto di cittadinanza mostra così i suoi limiti attuali proprio nei confronti di coloro che si trovano nella condizione di maggior bisogno, in fuga da contesti politico-sociali di estrema oppressione, violenza e povertà: anziché garantire protezione, tale mancato riconoscimento dei più elementari diritti li rende invece “disponibili” per forme di sfruttamento che, sostituendo la “proprietà” degli esseri umani con la dipendenza assoluta creata dall’assenza di diritti, spinge i giuristi a ricorrere all’immagine della neo-schiavitù. In tale contesto, accanto agli strumenti teorici approntati dalla riflessione giuridica, dalla ricerca sociologica e dalla pratica politica, svolge un ruolo di primo piano il pensiero religioso. Non è certo necessario ricordare che le religioni, oggi come nel passato, possono essere la ragione di gravi forme di esclusione, discriminazione e conflitto, così come rappresentare efficaci strumenti di mobilitazione degli individui in conflitti che hanno le proprie ragioni nascoste nell’avidità di potere e di ricchezza. Tuttavia, è innegabile che proprio nel pensiero religioso è possibile rinvenire strumenti concettuali e proposte pratiche che sono in grado di offrire un importante contributo alla soluzione dei problemi che il confronto quotidiano tra persone di culture e religioni diverse produce in Italia come in Europa. Tra questi strumenti concettuali, non ultimo, vi è proprio l’idea di ospitalità, attraverso la quale viene ribadito il valore assoluto della dignità dell’essere umano in quanto tale. In questo caso oggi le teologie religiose – da quelle occidentali a quelle dell’estremo oriente – pur secondo principi e tradizioni differenti, conducono spesso a risultati simili: il rispetto della persona e il rifiuto della sofferenza altrui. In tal modo possono dunque rappresentare una base solida per un vero dialogo interreligioso e interculturale e per un’estensione non eurocentrica dei diritti umani. Questa concezione della persona intrinseca all’idea di ospitalità dovrebbe inoltre concretizzarsi nella solidarietà e nell’aiuto pratico verso coloro che fuggono da condizioni estreme di paesi in cui la vita individuale e sociale è gravata da problemi spesso insopportabili (guerre, carestie, dittature ecc.). Non sempre però tale ospitalità si realizza nelle nostre società occidentali, che talvolta non si dimostrano sufficientemente attrezzate, anche dal punto di vista culturale, per accogliere i migranti con dignità. Con la quindicesima edizione del seminario di cultura europea «Le frontiere dell’Europa» il Centro Studi Religiosi si propone di proseguire e approfondire la riflessione sul tema dell’ospite e della relazione con l’alterità nel pensiero religioso già avviata con il ciclo di lezioni tra ottobre 2014 e gennaio 2015. Mentre nella prima parte è stata condotta una discussione sui principali nodi teorici secondo una prospettiva storica di lungo periodo, nel presente seminario viene dato maggiore spazio alle questioni aperte nella vita delle società contemporanee. In un’Europa che dovrebbe ormai essere consapevole dell’inevitabilità di un incontro sempre più frequente e ravvicinato con l’alterità e della trasformazione delle società contemporanee dettata dalla molteplicità culturale e dal pluralismo religioso, è ormai urgente comprendere i fondamenti giuridici e sociali, laici e religiosi, di forme efficaci di convivenza e di dialogo interculturale e interreligioso. Come mostrano i più recenti rapporti sulle condizioni di vita degli stranieri che risiedono in Europa, un aiuto concreto alla comprensione dei fenomeni in corso può essere offerto proprio da coloro che attraverso l’associazionismo non-profit – laico e religioso – si spendono quotidianamente per sopperire alle ingiustizie, venendo in soccorso di coloro che sono davvero gli “ultimi” del nostro tempo. Nella consapevolezza che, secondo una prospettiva tesa al dialogo nel rispetto delle differenze, la conoscenza dell’ospite resta l’unico solido fondamento della conoscenza di sé, oltre che di una pacifica convivenza tra persone appartenenti a culture e religioni diverse.

Riepilogo

Anno accademico
Tema
  • Ospite
Periodo
Informazioni e contatti La partecipazione è libera. A richiesta si rilasciano attestati di partecipazione. Le lezioni si tengono presso la Fondazione Collegio San Carlo, via San Carlo 5, Modena, tel. 059.421237, fax 059.421260, csr@fondazionesancarlo.it.

Il seminario gode dell'accredito ministeriale per la formazione del personale della scuola (D.M. 18 luglio 2005).

La partecipazione agli incontri consente l'acquisizione di 1 CFU per altre attività formative per gli studenti del Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza dell'Università di Modena e Reggio Emilia. Per acquisire il CFU occorre partecipare ai cinque incontri e a un sesto incontro che verrà organizzato presso la Facoltà di Giurisprudenza (data da definire). È inoltre richiesta la redazione di una relazione scritta sui temi di uno o più incontri. I seminari e il conseguente riconoscimento di 1 CFU sono cumulabili nel limite del monte crediti previsto per le "altre attività formative" (3 CFU), ma i seminari dovranno essere seguiti in anni diversi e afferire a materie di Settori scientifico-disciplinari diversi. Fanno eccezione a questa specifica norma i trasferiti da altri Atenei e/o da altri Corsi di studio.

Conferenze

24/02/2015

Lo statuto giuridico e sociale dei migranti in Europa

Emilio Santoro

Centro Studi Religiosi

03/03/2015

Il dialogo interreligioso nel mondo contemporaneo

Ambrogio Bongiovanni

Centro Studi Religiosi

10/03/2015

La Chiesa in Italia e l'immigrazione

Giancarlo Perego

Centro Studi Religiosi

17/03/2015

Ren

Benevolenza e amore per gli esseri umani nel confucianesimo

Amina Crisma

Centro Studi Religiosi

30/03/2015

Lo straniero nella Bibbia, una lettura protestante

Yann Redalié

Centro Studi Religiosi