Doppia spirale

Installazione di Mario Merz

Festival Filosofia

Progetto curato da: Mario Bertoni


La mostra deve il suo titolo alll’opera collocata nella navata centrale della Chiesa di San Paolo, costituita da un tavolo che essendo strutturato come una doppia spirale consente di essere praticato non solo nel perimetro esterno, ma anche all’interno: una volta abbandonata la fissità quadrangolare, monolitica del tavolo tradizionale, ecco fare la sua apparizione una forma ad un tempo fisica e organica. Nella parte alta, sopra al fregio, una sequenza di numeri al neon riproduce la serie di Fibonacci. La progressione introdotta dal matematico italiano si viene formando da 0, 1 e da quantità successive, ognuna delle quali risulta dalla somma delle due immediatamente precedenti. L’algoritmo esprime il rapporto di progressione degli organismi con forma di spirale: dal genoma al DNA, dai gusci delle lumache alle pigne.

Si tratta dunque di due modi emblematici di collegarsi ai principi biologici e organici, ma anche di due momenti centrali nella storia delle civiltà, dal momento che il tavolo è il luogo attorno al quale ci si ritrova per trasformare il bisogno di nutrimento in rito collettivo e i numeri sono l’invenzione che permette all’uomo di misurare e di dare misura alle cose. Tavolo e numeri, infine, sono momenti centrali nell’attività dell’artista: dal tavolo da lavoro su cui l’opera comincia a configurarsi al momento in cui, prese le misure, prolifera e si espande nel mondo.

La mostra prosegue fino al 19 ottobre col seguente orario:
mar-ven 16.00-19.30; sab e festivi 10.00-12.30 e 16.00-20.00; lun. chiuso

Mario Merz (Milano, 1925), esponente di spicco dell’Arte Povera, ha eletto l’energia vitale a principio proliferante della propria azione artistica, un’energia come sentimento del sacro che attraversa tutte le cose e tutti gli esseri, presente negli uomini e nella natura, principio dell’evoluzione continua e infinita che reca al proprio interno la dimensione del tempo. L’attività artistica pertanto si fa partecipe del movimento cosmico in un senso che intrattiene più di un rapporto con le forme mitiche, che si immette nel divenire e si libra quale “sonda tra realtà diverse e opposte (…), tra realtà, oggetti, e linguaggi destinati ad altri valori, o ad altri tipi di letture”, per prolungare e potenziare l’atto creatore della vita. Arte dell’attraversamento totale, in cui brani di pittura si trovano assemblati a fascine, neon, automobili, pacchi di giornali, igloo, pietre, vetri e tavoli spiraliformi, arte che prende alla lettera il suggerimento di Lévi-Strauss di “raffrontare scienza e magia come due modi di conoscenza” per mettere alla prova il pensiero alla deriva investito da dubbi e incertezze, il senso di precarietà dell’esistenza nel suo significato antropologico più ampio, le ragioni della presenza e della realtà umane.

Altre conferenze del ciclo

Torna all'archivio conferenze