Il corpo indifferente – Fondazione Collegio San Carlo

Il corpo indifferente

Le difficoltà della mistica quietista

  • Albano Biondi

    Docente di Storia moderna - Università di Bologna

  • giovedì 11 dicembre 1997 - 17,30
Centro Studi Religiosi

1. Scrive Michel de Certeau, grande storico del discorso mistico che prolifera nel XVII secolo: «Che cos’è il corpo? L’interrogativo tormenta il discorso mistico. Ciò che il discorso tratta è la questione del corpo». E precisamente: qual è il ruolo del corpo nella questione fondamentale della ricerca di Dio?

2. Nel corso del XVII secolo la domanda riceve due risposte, che si sviluppano sino a diventare antitetiche. Su una prima linea (maggioritaria) la risposta è: il corpo è ciò che deve essere guidato, corretto, disciplinato, per divenire capace dell’avventura della ricerca di Dio. E’ la linea, che, per brevità, possiamo definire ignaziana (con riferimento agli Esercizi spirituali di Ignazio di Loyola): il corpo e la «sensualità» (cioè, i cinque sensi della descrittiva tradizionale), vanno addestrati, disciplinati (non si dimentichi che «disciplina» è anche lo staffile per l’autoflagellazione) per diventare collaboratori dell’anima che aspira a «vestirsi di Dio».

Ma una seconda linea nega (nelle posizioni limite) questa possibilità: il corpo è ciò che deve essere dimenticato, perduto, abbandonato a se stesso, come indifferente (in senso cognitivo e in senso etico) all’incontro con Dio. Questa linea ha un poeta, il grande Giovanni della Croce, cantore della Notte oscura dell’anima; e un teorico, Miguel de Molinos, autore della Guida spirituale (Roma 1675) punto di riferimento dei «quietisti».

3. Ma il «direttore di coscienza» Miguel de Molinos fu incarcerato dal Tribunale dell’Inquisizione nel luglio 1685, sottoposto ad un processo durato due anni conclusosi con l’abiura (il 20 novembre 1687) di 68 proposizioni tratte dalla Guida e da altre scritture, e con la condanna del Molinos a carcere perpetuo: una morte civile che si protrasse per dieci anni.

4. La conversazione tenterà di chiarire il senso e le implicazioni di questa «battaglia mistica».

Riferimenti Bibliografici


- Michel de Certeau, Fabula mistica: la spiritualità religiosa tra il XVI e XVII secolo, Bologna, Il Mulino, 1987;*
- Michel de Certeau, Politica e mistica: questioni di storia religiosa, Milano, Jaka Book, 1975;*
- Ignazio di Loyola, Esercizi spirituali, Milano, Mondadori, 1984;*
- Ignazio di Loyola, Gli scritti, (a cura di Mario Gioia), Torino, UTET, 1977;*
- Giovanni della Croce, Cantico spirituale, (a cura del R.P. Nazareno dell’Addolorata), Torino, UTET, 1947;*
- Giovanni della Croce, Opere di San Giovanni della Croce, (a cura di Pier Paolo Ottonello), Torino, UTET, 1993;*
- Miguel de Molinos, Guida spirituale, (a cura di Gherardo Marone), Torino, UTET, 1957.*

(*) I titoli contrassegnati con l'asterisco sono disponibili, o in corso di acquisizione, per la consultazione e il prestito presso la Biblioteca della Fondazione Collegio San Carlo (lun.-ven. 9-19)

Presso la sede della Biblioteca, dopo una settimana dalla data della conferenza, è possibile ascoltarne la registrazione.

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