La scena del parto

Pratiche della nascita nella devozione popolare

  • Gianfranca Ranisio

    Docente di Antropologia culturale - Università di Napoli “Federico II”

  • giovedì 06 Febbraio 2003 - 17.30
Centro Studi Religiosi

La relazione verterà su alcuni aspetti della devozione popolare del meridione rilevati in occasione del parto. Le premesse da cui si intende partire sono:

1) Il parto è un evento sperimentabile esclusivamente dalle donne ma non per questo riducibile al solo ambito biologico per le profonde implicazioni socio-culturali in esso presenti. Mettere al mondo è, infatti, un’esperienza complessa, che presenta una serie di sfaccettature che contraddistinguono le varie fasi, dalle prime percezioni e sensazioni legate alle trasformazioni corporee e ai livelli di emotività chiamati in gioco sino al parto e al rapporto successivo che si instaura con il figlio.

2) Il parto va considerato all’interno di quello che è stato definito un sistema etno-natale, considerando quell’insieme di credenze e di pratiche integrate che vengono stabilite e sono condivise dalla comunità nel suo complesso. In questo senso la nascita si inquadra in una dimensione temporale più ampia di quanto il termine stesso suggerisca, racchiudendo in sé sia la fase dell’elaborazione fantasmatica, che precede l’evento, sia la fase successiva dell’instaurarsi del rapporto madre-figlio.

Il riferimento all’ambito delle pratiche e delle credenze permette di affrontare una problematica che ritengo ancora centrale, poiché il passaggio che si è attuato sul piano simbolico dalle forme tradizionali di protezione alle forme attuali, viene analizzato tenendo conto di cambiamenti o spostamenti nelle modalità del ricorso alla sfera religiosa, che ha tuttora una sua operatività. Le immaginette devozionali, poste a contatto con il corpo, a cui viene attribuita un’efficacia protettiva ma anche le offerte di oggetti votivi presenti nei santuari dimostrano tuttora la ricerca di protezione nell’ambito religioso. La ricerca diacronica permette quindi di ricostruire la scena del passato individuando tagli e rotture sostanziali con il presente ma permette anche di individuare linee di continuità e persistenze nella ricerca di protezione di fronte a questo evento, di per sé carico di valenze emotive.

Riferimenti Bibliografici


– E. De Martino, Sud e magia, Milano, 1973;
– J. Gélis, L’arbre et le fruit. La naissance dans l’Occidente moderne, XVI-XVII siècle, Paris, 1984;*
– C. Pancino, ll bambino e l’acqua sporca. Storia dell’assistenza al parto dalle mammane alle ostetriche (secoli XVI-XIX), Milano, 1984;
– T. Seppilli (a cura di), Medicine e magia. Le tradizioni popolari in Italia, Milano, 1989.

(*) I titoli contrassegnati con l'asterisco sono disponibili, o in corso di acquisizione, per la consultazione e il prestito presso la Biblioteca della Fondazione Collegio San Carlo (lun.-ven. 9-19)

Presso la sede della Biblioteca, dopo una settimana dalla data della conferenza, è possibile ascoltarne la registrazione.

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