Le rivoluzioni nelle scienze della vita – Fondazione Collegio San Carlo

Le rivoluzioni nelle scienze della vita

Dalla biologia molecolare alle questioni attuali

  • venerdì 09 novembre 2012 - 17.30
Centro Culturale

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Lo sviluppo della microbiologia o batteriologia, produsse, a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta del XIX secolo, una rivoluzione al tempo stesso medico-scientifica e sociale. Medica perché alla ‘dottrina dei germi’ si associò rapidamente una tecnica di attenuazione della virulenza dei microorganismi patogeni, con il conseguente sviluppo della immunologia e della sieroterapia; sociale perché grazie a un complesso processo che è stato definito di «medicalizzazione della società», il rapporto medico-paziente-ambienti di vita e di lavoro veniva reimpostato, spostando l’accento dalla cura del singolo malato alla prevenzione delle malattie a livello sociale. Questo processo in un certo senso portava a compimento ed estendeva il processo della «medicalizzazione dell’ospedale», che era stato il risultato dell’altra grande rivoluzione medica del XIX secolo, legata alla nascita della clinica e al diffondersi della scuola anatomo-clinica. I risultati di questa «medicalizzazione sociale» furono il rapido sviluppo in molti stati europei di una nuova legislazione di sanità pubblica, la messa in opera, nonostante ritardi e difficoltà, di una profilassi generalizzata contro le malattie epidemiche ed endemiche, lo stabilirsi, per la prima volta dopo secoli di pestilenze catastrofiche e sotto la spinta drammatica delle due prime pandemie di colera, di una collaborazione sanitaria internazionale per il controllo delle epidemie.
Questo vasto movimento medico e sociale è marcato da una chiara discontinuità. Prima di Louis Pasteur e Robert Koch, gli igienisti avevano cercato le cause esterne delle malattie, su scala macroscopica nell’ambiente naturale e sociale: le condizioni delle città e del luoghi di lavoro, il clima, lo stato del terreno, l’aria, i rifiuti, le acque. D’altro canto, i clinici si erano interessati ai fattori esclusivamente interni e individuali delle malattie (come le predisposizioni, le costituzioni, gli umori), o a fenomeni accidentali (le ferite, le fratture, le intossicazioni). Infine, la «medicina scientifica» con la patologia cellulare, la chimica fisiologica e la fisiologia sperimentale, studiava anch’essa i fattori interni dell’organismo, ridefinendo i rapporti fra il normale e il patologico e mettendo in luce la natura e la dinamica dei processi patologici; tuttavia il suo impatto pratico nella clinica, nella terapia e nella sanità pubblica era stato molto limitato.
Tra questi tre livelli di ricerca e di applicazione in medicina non vi erano praticamente legami e le scoperte importanti realizzate in un settore difficilmente comportavano conseguenze importanti negli altri settori. Con lo sviluppo della microbiologia un solido ‘ponte’ viene invece costruito fra i tre campi della medicina ottocentesca e si opera una nuova definizione dei concetti di malattia e di salute, a livello individuale e collettivo. Un nesso diretto e causale si stabilisce fra condizioni igieniche e sanitarie dell’ambiente di vita, diffusione degli agenti patogeni e andamento delle epidemie e delle endemie, grazie alla chiarificazione degli effetti dei microorganismi patogeni sull’organismo, alla determinazione della etiogenesi delle malattie, allo studio della storia naturale e dell’ecologia dei parassiti e dei loro eventuali vettori. Tale nesso dà all’igienista la possibilità di finalizzare con precisione il suo intervento e permette al medico, divenuto al tempo stesso clinico e scienziato, di ricercare le cause specifiche esterne degli stati patologici.

(da B. Fantini, La rivoluzione pastoriana e le politiche dell’igiene pubblica, in G. Cimino e B. Fantini, a cura di, Le rivoluzioni nelle scienze della vita, Firenze, Olschki, 1995, pp. 147-149)*

(*) I titoli contrassegnati con l'asterisco sono disponibili, o in corso di acquisizione, per la consultazione e il prestito presso la Biblioteca della Fondazione Collegio San Carlo (lun.-ven. 9-19)

Presso la sede della Biblioteca, dopo una settimana dalla data della conferenza, è possibile ascoltarne la registrazione.

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