Le virtù della vita quotidiana – Fondazione Collegio San Carlo

Le virtù della vita quotidiana

La sfida protestante alle figure dei santi

  • Ermanno Genre

    Docente di Teologia pratica - Facoltà valdese di Teologia, Roma

  • giovedì 15 febbraio 1996 - 17,30
Centro Studi Religiosi

1. “I santi ritornano” afferma Walter Nigg. Nella tradizione cattolica romana ed ortodossa i santi non si sono mai eclissati pur avendo perso una parte del loro prestigio e del loro peso. Ma l’autore sopra citato è protestante e sembra implicitamente ammettere che ciò che la Riforma del XVI secolo ha cacciato dalla porta stia rientrando dalla finestra. In altre parole: non hanno anche i protestanti i loro santi? Non ha forse anche il protestantesimo, nonostante la critica teologica dell’idea di santo e di santità legata alle opere meritorie, prodotto delle figure di santi? Per situarci nella modernità, come considerare un Dietrich Bonhoeffer o un Martin Luther King?

2. La questione è complessa e va considerata con attenzione anzitutto nelle sue premesse teologiche: che cosa si intende dire con “santo” e con “santificazione”?
La tradizione cattolica romana ed ortodossa si sono plasmate attorno ad insigni figure di santi: modelli di comportamento in cui realtà e immaginazione si sono spesso fuse e confuse. Nella tradizione protestante per contro, i santi non sono di casa; i concetti di santo e santità riferiti a persone umane fanno parte di una “teologia del sospetto”, di una teologia che intende distinguere, sempre, divinità e umanità. La fede cristiana non divinizza l”essere umano ma lo restituisce alla sua piena umanità; un”umanità in cui il senso del limite è consapevolmente assunto. Ma non è qui anche in agguato il rischio di una perdita di identità cristiana?

3. L’esortazione del “codice di santità” del Levitico: “siate santi, perché io sono santo” (Lev. 11,44), coinvolge l’intera comunità in un comportamento spirituale ed etico profilato. L’orizzonte comunitario in cui si è chiamati a vivere la propria “santità” è determinante: il soggetto a cui è rivolto l’appello è un soggetto collettivo, è il popolo di Dio (I P. 2,9). L’individualità di ogni soggetto non è scissa da una relazione di vita comunitaria. Non interessa l’eroe cristiano in una massa di perdizione, il “santo” non è l’eccezione etica e spirituale in una umanità votata alla perdizione. I “santi” nel Nuovo Testamento sono tutti coloro che credono nell’evangelo della promessa, senza eccezioni (Rom. 1,7; I Cor. 1,2). Il santo cristiano è “simul iustus et peccator” per dirla con Lutero; di santità e di santificazione si può e si deve parlare in riferimento alla vita umana, ma si tratta sempre di una relazione che Dio stesso istituisce nella dimensione della fede e della giustificazione per grazia, relazione coram Deo che ha la sua origine nella croce di Cristo. Santità e santificazione significano dunque: rigenerazione, vita nuova nella dimensione della spirito (P. Tillich).

4. Nel credo apostolico: “credo la comunione dei santi”, si afferma e si conferma quel legame spirituale che soltanto lo Spirito santo può creare e che situa la singola esistenza cristiana in una dimensione universale. E’ ciò che Lutero aveva visto chiaramente quando scriveva, nel suo Grande Catechismo: “Credo che esista sulla terra… una comunità santa, formata unicamente da santi sotto un sol capo, il Cristo, chiamati e riuniti dalla Spirito santo, dotati di una fede comune, degli stessi sentimenti e di un medesimo pensiero, avendo ricevuto doni diversi, ma uniti nell’amore, senza sette né divisioni. Sono anch’io parte e membro di questa comunità: ho parte a tutti i beni che possiede e ne provo gioia anch’io; vi sono stato condotto e sono stato incorporato in essa attraverso lo Spirito santo per mezzo della parola di Dio che ho ascoltato che ancora ascolto, il che costituisce la prima condizione per entrarvi”.

5. Il concetto di “santificazione” pone l’accento su un processo permanente , in via di attuazione e che dura la vita intera. La santificazione non è uno “stato” ma un divenire, crescita continua (Calvino), fa parte dell”apprendimento del discepolo. Per il protestantesimo si può dire, paradossalmente, che i santi sono davanti e non dietro, fanno parte dell’escatologia e non dell’archeologia. Perciò il protestantesimo non guarda alle figure dei “santi” come a figure protettive, ma come a fratelli e sorelle nella fede che orientano (e sfidano) nella testimonianza, nel senso di Ebrei 12: esempi di fede.

6. La tradizione metodista ha posto un accento particolare, nella scia di John Wesley, sulla santificazione e sulla “perfezione” del cristiano, ma anche questo nuovo accento ha mantenuto un forte legame con la realtà quotidiana e col mondo, ribadendo la dialettica tra giustificazione e santificazione. Santificazione e giustificazione per fede sono le due facce di una stessa medaglia, da vivere nella “mondanità” o nell” “essere in questo mondo” come scriverà Bonhoeffer nelle sue lettere dal carcere. La santificazione nella vita quotidiana del cristiano implica la consapevole assunzione della secolarizzazione, nella sua ambivalenza, evitando la demonizzazione del mondo.

Riferimenti Bibliografici


- Ansaldi J., Ethique et santification, Ginevra, 1983;
- Bonhoeffer D., Resistenza e resa, Roma, 1988;*
- Barth H-M., Sehnsucht nach den Heiligen?, Stoccarda, 1992;
- Barth K., Dogmatique, Ginevra, 1953ss.;
- Calvino G.; Istituzione della religione cristiana, Torino, 1971;*
- Corsani B., Gregoire R. (a cura di), La santificazione nelle tradizioni Benedettina e Metodista, testi di una conferenza ecumenica mondiale, Rocca di Papa-Roma, 4/10 luglio 1994;
- Drewermann E., Kleriker. Psychogramm eines Ideals, Olten, 1989;
- Gherardini B., La spiritualità protestante. Peccatori santi, Roma, 1982;
- Junkin G., A Treatise on Santification, Philadelphia, 1864;
- Lutero M., De votis monasticis, W VIII; trad. francese in Oeuvres, III, Ginevra, 1963;
- Moltmann J., Lo Spirito della vita. Per una pneumatologia integrale, Brescia, 1994;*
- Nigg W., Die Heiligen kommen. Leitbilder christlicher Existenz, Friburgo 1980;
- Rinaldi G., John Wesley: La perfezione cristiana. Con la traduzione inedita del sermone XXXV, Velletri, 1989;
- Tillich P., Systematische Theologie, Band III, Stoccarda, 1966.*

(*) I titoli contrassegnati con l'asterisco sono disponibili, o in corso di acquisizione, per la consultazione e il prestito presso la Biblioteca della Fondazione Collegio San Carlo (lun.-ven. 9-19)

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