L’emancipazione alla prova della questione ebraica

Un dilemma contemporaneo

  • Bruno Karsenti

    Directeur d’études - École des Hautes Études en Sciences Sociales, Paris

  • venerdì 18 maggio 2018 - Ore 17.30
Scuola Alti Studi

Perché scrivere degli ebrei moderni e trattarne come di un soggetto di filosofia politica? Nulla spinge a farlo nell’attuale contesto intellettuale. Il tema, che forse quindici o venti anni fa avrebbe ancora potuto interessare le menti migliori, sembra aver perduto gran parte della sua attrattività. Inoltre, nell’evocarlo oggi si ottiene invece un certo imbarazzo, quando non una vera e propria irritazione. Il fatto è che la politica, con i suoi riflessi polarizzanti e le sue impazienze, ha come di consueto operato in modo contrario a quello della filosofia politica. Ha ridotto le argomentazioni a invettive e ogni discussione a una lotta nella quale le posizioni sono date per conosciute, non importa se si tratti di combatterle o di difenderle. All’inquietudine degli interrogativi più sinceri si è sostituita la brutalità di ottusi avvertimenti e di sentenze travestite da giudizi ponderati. Ma in questo caso la perdita è considerevole. Ciò a cui si preclude l’accesso, non è semplicemente la singolarità di un caso specifico (sociologico, storico, forse anche psicologico) in ciò che può avere di più significativo per se stesso, ma è l’intero reticolo di interrogativi il cui nucleo è tradizionalmente definito come la questione ebraica. O in altri termini: è l’insieme delle domande che la filosofia politica pone quando si confronta con la situazione presente come segnata dal marchio dell’emancipazione moderna, delle sue conquiste, così come degli ostacoli e degli arretramenti che questo movimento pieno di contraddizioni non cessa di affrontare.

È questo il terreno su cui ci si vuole confrontare. La questione ebraica è nata da queste contraddizioni. Non le riassume in sé tutte quante, ma è stata posta con sufficiente acutezza nel corso degli ultimi due secoli perché la si possa considerare come un manifesto punto di coagulazione. E in fondo è stata questa la ragione della centralità del tema. Per gli specialisti delle scienze sociali e della filosofia, così come per il grande pubblico, è stato evidente che era necessario passare attraverso di essa se si voleva andare avanti – e più imperiosamente – attraverso la sua ultima sequenza, se si desiderava oltrepassare collettivamente, cogliendone la piena portata, il crimine senza precedenti commesso durante la Seconda guerra mondiale. Era evidente che la questione ebraica continuava a riguardare il pensiero europeo nella sua interezza, se soltanto si fosse fatto lo sforzo di considerarla con l’attenzione che merita, di affrontarla seriamente, grazie a un movimento che fosse stato di analisi di noi stessi e di auto-comprensione.

 

(da B. Karsenti, La question juive des modernes. Philosophie de l’émancipation, Paris, PUF, 2017, pp. 7-9)*

(*) I titoli contrassegnati con l'asterisco sono disponibili, o in corso di acquisizione, per la consultazione e il prestito presso la Biblioteca della Fondazione Collegio San Carlo (lun.-ven. 9-19)

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