Letture sacrificali della Shoah

Una questione controversa

  • martedì 18 gennaio 2005 - 17.30
Centro Studi Religiosi

Il nome di Olocausto acquistò una sua specifica e frequente applicazione allo sterminio degli Ebrei da parte del regime nazista soprattutto nei tardi anni Cinquanta e al principio del decennio successivo, quando venne preferito (inizialmente da autori ebraici) ad altri termini. Con il termine Olocausto si voleva mettere in luce il carattere unico e quasi sacro di eventi terribili che esemplificavano il male assoluto, un destino specificamente ebraico che sembrava collocarsi al di fuori del normale processo storico. Olocausto è infatti nel mondo greco antico il termine tecnico per l’offerta sacrificale totalmente bruciata, e quindi totalmente destinata alla divinità. Esso si distingue nettamente dal termine ebraico shoah, che non ha connotati sacrificali. Nella sua accezione più precisa, la lettura sacrificale dello sterminio degli Ebrei nel corso della Seconda Guerra Mondiale è stata il punto di riferimento dell’interpretazione di quel genocidio legata in particolare al nome di Ignaz Maybaum. Scampato a Londra nel 1938, il rabbino Ignaz Maybaum delineò compiutamente le sue teorie, elaborate a partire dai primi anni del dopoguerra, nel volume The Face of God after Auschwitz (1965). Questa e simili letture sacrificali dello sterminio furono aspramente criticate da altri esponenti della riflessione, ebraica e non ebraica, sulla shoah. Per quanto riguarda Maybaum, gli aspetti delle sue vedute che furono maggiormente criticati furono, da un lato, il suo ingenuo e ottimistico progressismo, e, dall’altro, la presunta ispirazione cristiana dell’idea di un sacrificio vicario ed espiatorio, che quel rabbino definiva ‘il Golgota dell’età moderna’. Sull’attribuzione di un carattere sacrificale alla shoah il dibattito ferve da qualche decennio, segna un punto essenziale della recente riflessione sul martirio e sulle sue prospettive religiose, e certamente durerà nel tempo.
(da C. Grottanelli, Il sacrificio, Laterza, Roma-Bari, 1999, pp. 101-103).*

Riferimenti Bibliografici


- M. Giuliani, Auschwitz nel pensiero ebraico: Frammenti dalle “teologie dell’Olocausto”, Morcelliana, Brescia, 1998;*
- G. Agamben, Homo sacer, Einaudi, Torino, 1998;*
- C. Grottanelli, Il sacrificio, Laterza, Roma-Bari, 1999.*

(*) I titoli contrassegnati con l'asterisco sono disponibili, o in corso di acquisizione, per la consultazione e il prestito presso la Biblioteca della Fondazione Collegio San Carlo (lun.-ven. 9-19)

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