Per una semiotica della cultura: istituzioni e discorso in Emile Benveniste

  • mercoledì 10 febbraio 1999 - 17,00
Centro Culturale

La lezione si propone di riprendere in esame, trent’anni dopo, lo scritto Sémiologie de la langue, uscito su «Semiotica», primo numero (1969, I,1), alla luce del dibattito sull’identità della semiotica emerso in questo periodo.

E’ proprio l’identità della “science des signes”, come la aveva individuata Saussure, a porsi al centro del tema indicato, fra “istituzioni” e “discorso”: coppia terminologica che si affianca e in parte sostituisce quella classica saussuriana di langue e parole.

Ma, sosteneva Benveniste, “le privilège de la langue est de comporter à le fois la signifiance des signes et la signifiance de l’enonciation”; dunque, dovremmo considerare due distinti livelli di enunciazione: l’uno che mette in gioco le unità discorsive e il rapporto che con esse hanno le soggettività dei parlanti presenti (direttamente o indirettamente); l’altro che verte sui sistemi di significazione e la funzione metalinguistica.

Quale rapporto intercorre fra questa funzione (il linguaggio parla del linguaggio) e le istituzioni di una società (fra le quali si trova il linguaggio) e quale rapporto intercorre tra i soggetti del discorso?

In breve dovremmo occuparci (a) del modo in cui le istituzioni si affacciano nelle pratiche quotidiane intersoggettive e (b) del modo in cui ogni sistema linguistico difende la sua identità, mediante il metalinguaggio.

Più precisamente, la riflessione di Benveniste permette di rendere ragione di due distinti livelli: quello (a) semantico, dinamico, creativo e quello (b) semiotico, codificato, socializzato.

La cultura come linguaggio ha bisogno di tutti e due. Ma dire che la cultura è un linguaggio significa andare verso Lotman, e forse superare Benveniste.

In definitiva possiamo pensare alla cultura come a una langue (nei termini di Benveniste)? E prima ancora, come è già stato dimostrato, possiamo ad esempio parlare di enunciazione nel campo dei segni non verbali?

La lezione vorrebbe rendere conto se e fino a che punto è possibile cogliere l’apporto di Benveniste nell’ambito di una teoria semiotica integrata, di una semiotica che, secondo alcuni, è sempre meno una scienza dei segni e sempre di più una scienza dei processi di significazione, restando in ogni caso una scienza che si occupa della generazione e della circolazione sociale del senso.

Riferimenti Bibliografici


Testi di riferimento per la lezione

- E. Benveniste, Semiologia della lingua, in Problemi di linguistica generale II, Milano, Il Saggiatore, 1985, pp. 59-82.
- J.C. Coquet, M. Derycke, Le lexique d’Emile Benveniste I, Urbino, Centro Internazionale di Semiotica, Università di Urbino, n. 8, ottobre 1971.*
- J.C. Coquet, M. Derycke, Le lexique d’Emile Benveniste II, Urbino, Centro Internazionale di Semiotica, Università di Urbino, n. 16, settembre 1972.*

(*) I titoli contrassegnati con l'asterisco sono disponibili, o in corso di acquisizione, per la consultazione e il prestito presso la Biblioteca della Fondazione Collegio San Carlo (lun.-ven. 9-19)

Presso la sede della Biblioteca, dopo una settimana dalla data della conferenza, è possibile ascoltarne la registrazione.

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