San Pietro, il papa e la Chiesa Romana

Obbedienza e riforma nella rivoluzione gregoriana

  • martedì 22 novembre 2005 - 17.30
Centro Studi Religiosi

Con il pontificato di Gregorio VII (1073-1085) la Chiesa volta pagina. Anzi, apre una nuova era. Quella che conduce alla Chiesa moderna. Si deve tutto alla forza della figura di quel papa? In realtà, come è piuttosto ovvio ma come si tende a dimenticare spesso (e forse se ne possono individuare i motivi), Gregorio VII è soltanto un segmento di una storia che lo precede e lo segue. Non una storia lineare, però! Anzi, il suo pontificato rappresenta un vero salto dialettico (se si preferisce, un salto di qualità), fondamentale per l’età successiva e tuttavia anche unico, non solo perché irripetibile ma perché per la gran parte abbandonato dai suoi predecessori.
C’era un progetto nell’azione di quel papa? Questa è una delle grandi domande cui la ricerca storiografica ha cercato di dare risposta. Oppure non c’era, e tutto è andato costituendosi a seconda delle contingenze di fronte alle quali Gregorio VII si è trovato? Oppure c’era un progetto di massima, ma ha dovuto modificarsi proprio per via delle situazioni contingenti e delle emergenze? Ma anche: quanto può essere corretto parlare di progetto, o non sarebbe piuttosto preferibile parlare di linee-guida, di coerenze?<bR> In ogni caso: perché i suoi successori si sono appropriati soltanto di una parte dell’eredità lasciata loro da Gregorio VII e hanno smentito, a volte ufficialmente e clamorosamente, altri elementi del suo lascito di pensiero e d’azione, pur continuando ad evocarlo a sostegno di quanto scrivevano, decidevano e facevano? basta pensare al caso più eclatante, quello delle investiture… E la stessa lotta per le investiture era stata inevitabile? Gregorio VII era stato costretto a scatenarla? Perché non l’avevano fatto già i papi che l’avevano preceduto, e sulla cui linea di riforma egli si era posto senza ombra di dubbio?
Si tratta, insomma, di prendere in esame (evidentemente per sommi capi) non soltanto una dozzina d’anni, sia pur fondamentali, di storia, ma un secolo intero, dalla prima metà del sec. XI alla metà del XII. Un «secolo lungo», pieno di domande. Un secolo cerniera per la nostra storia.

Riferimenti Bibliografici

- G. Fornasari, Medioevo riformato del secolo XI. Pier Damiani e Gregorio VII, Napoli 1996; - H.E.J. Cowdrey, Pope Gregory VII 1073-1085, Oxford 1998; - O. Capitani, Gregorio VII, santo, in Enciclopedia dei papi, II, Roma 2000, pp. 188-212;* - U.-R. Blumenthal, Gregor VII. Papst zwischen Canossa und Kirchenreform, Darmstadt 2001; - G.M. Cantarella, V. Polonio, R. Rusconi, Chiesa, chiese, movimenti religiosi, cur. G.M. Cantarella, Roma-Bari 2001, 20042, pp. 3-79 (Medioevo italiano, 2);* - G.M. Cantarella, Il sole e la luna. La rivoluzione di Gregorio VII papa, 1073-1085, Roma-Bari 2005.*

(*) I titoli contrassegnati con l'asterisco sono disponibili, o in corso di acquisizione, per la consultazione e il prestito presso la Biblioteca della Fondazione Collegio San Carlo (lun.-ven. 9-19)

Presso la sede della Biblioteca, dopo una settimana dalla data della conferenza, è possibile ascoltarne la registrazione.

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