Nella Summa theologiae, Tommaso d’Aquino afferma: «Se noi presentiamo delle preghiere a Dio non è per svelare a lui le nostre necessità e i nostri desideri, ma per chiarire bene a noi stessi che in simili casi bisogna ricorrere all’aiuto di Dio» (II-II, q. 83, a. 2, ad. 1). In queste poche parole è racchiusa tutta la complessità del tema della preghiera, che trova la sua espressione più propria nella richiesta di aiuto e nel superamento di ogni eventuale difficoltà teologica. Non si tratta, infatti, di chiedersi se nella sua onniscienza Dio conosca già i bisogni e le richieste che si intende rivolgergli, e pertanto perché non possa offrire il suo aiuto anche senza una esplicita richiesta. Ciò che davvero caratterizza la preghiera è la realizzazione di un rapporto “diretto” tra il fedele e Dio, in cui l’uomo si rivolge a Dio in un processo di reciproca affermazione che non necessita della mediazione del sacerdote, del rito o del sacrificio. Ovviamente, nel momento in cui l’osservazione si estende oltre i grandi monoteismi alle religioni antiche o a quelle dell’Estremo Oriente, questo rapporto diretto con Dio deve essere necessariamente ripensato, sia da un punto di vista storico che “teologico”. Qui la parola si accompagna ai riti e ai sacrifici e si istituzionalizza in forme canoniche che incorniciano o sostituiscono la richiesta con professioni di fede e la recitazione degli attributi e dei nomi di Dio. Ma anche nei casi più diversi, è sempre l’immediatezza del rapporto con Dio che costituisce la preghiera in quanto tale.
Il ciclo di conferenze del Centro Studi Religiosi della Fondazione Collegio San Carlo, come di consueto diviso in due parti (ottobre 2026-gennaio 2027 e febbraio-maggio 2027), vuole cercare di approfondire alcuni momenti particolarmente significativi della storia e della funzione della preghiera.
Nella prima parte del ciclo, verranno prese in esame le lettere agli dèi nell’antica Mesopotamia, l’aspetto “contrattuale” della relazione con gli dèi nell’antica Roma; la teologia e l’antropologia che emergono dalle preghiere rinvenibili nei testi di Qumran; il rapporto tra prescrizioni rituali e etica della virtù nell’Islam; e la possibilità di uscire dal ciclo delle rinascite attraverso l’ascolto del Bardo Thodol nel buddhismo tibetano.
Con il contributo di:
Programma del ciclo di lezioni 2026/2027
ottobre 2026 – gennaio 2027
Riepilogo
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