Cambiamenti climatici

Analisi di cause e impatti del riscaldamento globale

  • venerdì 01 marzo 2019 - ore 17,30
Centro Culturale

Video integrale

Ogni giorno apprendiamo di fenomeni climatici che mettono in difficoltà tante regioni del pianeta: siccità prolungate, ondate di calore, fenomeni estremi con precipitazioni distruttive, alluvioni, inondazioni e tanto altro. La «connessione globale» in cui viviamo certamente permette di accedere a notizie che un tempo forse non sarebbero giunte fino a noi. Si tratta dunque solo di fenomeni che sono sempre avvenuti, ma di cui non eravamo a conoscenza? In realtà oggi abbiamo molte evidenze del fatto che il clima stia cambiando anche vicino a noi, tanto che alcuni sostengono che già i singoli individui possano cominciare a rendersi conto di questi cambiamenti nel corso della propria vita. Ma la scienza non è fatta di impressioni soggettive; per fare scienza occorrono le misure e i relativi dati, come quelli che la moderna climatologia ci fornisce. Possiamo citarne alcuni, di questi dati. Misure dirette ottenute dai termometri sparsi per il mondo ci dicono che la temperatura media globale del pianeta è cresciuta di circa un grado tra la seconda parte dell’Ottocento e oggi, ma di questo aumento di un grado almeno la metà (se non di più) è avvenuta negli ultimi trent’anni solamente. Dal 1979, anno in cui sono iniziate le osservazioni satellitari dei Poli, la superficie dei ghiacci artici alla fine dell’estate – quando essi raggiungono la loro estensione minima – è diminuita del 40 per cento circa, con una perdita netta di almeno 3 milioni di chilometri quadrati di superficie ghiacciata. I ghiacciai montani sono in forte arretramento su tutto il globo. Il livello del mare è salito di circa 25 centimetri dal 1880 a oggi. Per quanto riguarda la quantità di pioggia, essendo la precipitazione un fenomeno discontinuo nello spazio e nel tempo, è sicuramente più difficile averne una stima accurata e quindi anche le relative analisi climatologiche sono più delicate; tuttavia oggi appare evidente un suo aumento medio globale e una maggiore intensità delle precipitazioni stesse: le piogge divengono, in pratica, più violente. Questa condizione, comunque, è molto diversificata per le varie regioni del globo, tanto che in alcune di esse questa caratteristica di maggiore virulenza diviene molto intermittente ed è inframezzata a lunghi periodi di siccità. Tutti questi dati e le relative analisi climatologiche ci dicono, certo, che il clima è sempre cambiato in passato, ma ci forniscono anche informazioni che ci fanno pensare che qualcosa di peculiare stia avvenendo adesso, sia in termini di rapidità di cambiamento, sia nel senso che alcune grandezze sono «fuori scala» rispetto ai valori del passato. […]

Il clima non è quindi un «illustre sconosciuto», anzi. La ricerca scientifica è molto attiva e ci dà informazioni importanti. Ad esempio, il fatto che si sia scoperto il fondamentale ruolo dell’uomo nel riscaldamento globale recente non è una sciagura, è una buona notizia! Infatti, se il riscaldamento fosse avvenuto per cause naturali non potremmo far altro che difenderci dalle sue conseguenze più negative. Ma poiché siamo stati in gran parte noi a produrlo, possiamo far qualcosa per modificarne le cause ed evitare così gli impatti futuri più devastanti. Una ragione in più per non sottovalutare il problema. È la prima volta nella storia dell’umanità che ci troviamo di fronte a un problema di questo tipo. La sua soluzione richiede uno sforzo congiunto a tutti i livelli, da quello internazionale, ovviamente, a quello nazionale, fino a quello delle singole comunità che possano innescare circuiti virtuosi. Ma ci riusciremo solo unendo le forze. Dobbiamo, perché l’alternativa sembra drammatica.

 

(da G. Mastrojeni e A. Pasini, Effetto serra, effetto guerra, Milano, Chiarelettere, 2017, pp. 7-9, 20-21)

Presso la sede della Biblioteca, dopo una settimana dalla data della conferenza, è possibile ascoltarne la registrazione.

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