Comunicazione come ambiente

Spazi virtuali, isolamento e relazioni nell'età tecnologica

  • venerdì 15 febbraio 2019 - ore 17,30
Centro Culturale

Video integrale

La comunicazione, oggi, non solamente si fa, ma si vive. Non è semplicemente un’attività che viene compiuta o subita dagli esseri umani, e in una certa misura anche da entità artificiali, ma costituisce, ormai, l’ambiente stesso in cui ci muoviamo e con il quale interagiamo. È questa la situazione che caratterizza la nostra epoca e che gli sviluppi tecnologici hanno reso possibile. In tal modo il concetto stesso di “comunicazione” viene a essere trasformato. Esso non indica più, solamente, l’interazione fra esseri umani, allo scopo di creare uno spazio comune. E neppure si riferisce semplicemente a un invio, a una trasmissione di dati – che riguarda le macchine e gli esseri umani, gli esseri umani fra loro, le macchine nel loro rapporto l’una con l’altra – il quale resta in attesa di un feedback. La comunicazione è ciò che avviene in un determinato contesto di relazioni per il fatto che questo contesto è reso possibile e costantemente alimentato proprio dall’atto del comunicare. Tutto ciò è prodotto dal diffondersi potente e capillare di quella trasmissione di dati e d’informazioni che è dovuta allo sviluppo degli apparati comunicativi. Sono infatti le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, con le quali quotidianamente interagiamo integrandole nel nostro modo di vivere, quelle che incidono sull’ambiente quotidiano e creano ambienti ulteriori per le nostre attività. In altre parole, è proprio il sistematico diffondersi della trasmissione di dati e d’informazioni che fa sì che il comunicare comporti nuovamente, oggi, l’apertura di uno spazio condiviso. Questa volta, però, esso è condiviso a livello globale. Di più: coinvolge non solo soggetti che risultano virtualmente collegati fra loro da ogni luogo del mondo, ma anche agenti comunicativi sia umani che non-umani. […]

Ho parlato finora di “ambiente comunicativo”. Ho parlato di “infosfera”. Sembrerebbe, da quanto detto, che l’ambiente in cui ci muoviamo comunicando, e che comunicando facciamo essere, sia in generale uno solo. Non è precisamente vero. Questa, infatti, è un’altra caratteristica della nostra epoca: che vi è una pluralità di ambienti comunicativi. Vi sono non solo contesti offline e online ma, all’interno di tali dimensioni, vi sono anche spazi che sono variamente aperti e alimentati, trasformati e manipolati dai differenti media. Si tratta di una vera novità rispetto al passato. Oggi possiamo vivere – in parallelo, in alternativa o sovrapponendoli fra loro – all’interno di molti ambienti comunicativi diversi. Sorge quindi la necessità di muoverci all’interno di essi e fra di essi in maniera consapevole e competente. Nel passato ciò non era percepito come un problema: almeno non con tale urgenza come oggi. I mondi fantastici dischiusi da un libro, ad esempio, restavano per lo più legati a questo testo, resi accessibili a chi sapeva leggerlo, vincolati al tempo che alla sua lettura veniva dedicato, e comunque distinti dalla vita di tutti i giorni. Oggi non è più così facile distinguere fra le varie situazioni offline e online in cui possiamo vivere. Oggi non riusciamo a staccarci così facilmente da quei dispositivi tecnologici che danno accesso a sempre nuovi ambienti. Non riusciamo a farlo perché la loro attrattività è dovuta proprio a questo potere. E d’altra parte, proprio grazie alle prestazioni sempre crescenti da cui tali dispositivi sono caratterizzati, ciò che troviamo in questi ambienti non solo è verosimile, ma è ormai parte della nostra percezione della realtà.

 

(da A. Fabris, Etica per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, Roma, Carocci, 2018, pp. 85-87)*

(*) I titoli contrassegnati con l'asterisco sono disponibili, o in corso di acquisizione, per la consultazione e il prestito presso la Biblioteca della Fondazione Collegio San Carlo (lun.-ven. 9-19)

Presso la sede della Biblioteca, dopo una settimana dalla data della conferenza, è possibile ascoltarne la registrazione.

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