La prova dell'ombra – Fondazione Collegio San Carlo

La prova dell'ombra

Mitologie dell'Amore nell'India antica

  • Charles Malamoud

    Directeur d'études per le Religioni dell'India - Ecole Pratique des Hautes Etudes, Paris

  • venerdì 28 aprile 2006 - 17.30
Scuola Alti Studi

La prova dell’ombra

Il contrasto tra gli uomini, che proiettano necessariamente un’ombra, e gli dei, il cui corpo luminoso è sprovvisto di questa replica, è menzionato in un episodio famoso della grande Epopea, il Mahabharata: è la storia, incastonata nel racconto principale, di Nala e Damayanti. Eccone il riassunto.
La principessa Damayanti e il re Nala si amano appassionatamente, tuttavia non si sono mai visti. Ciascuno si è formato un’immagine dell’altro sulla scorta delle descrizioni fatte loro dagli uccelli messaggeri. Il padre di Damayanti comprende che la figlia langue di mal d’amore, decide di maritarla e le concede il diritto di scegliere da sola il proprio sposo, secondo la procedura detta del svayamvara , “scelta personale”.
Il svayamvara di Damayanti ha questo di particolare, che quattro dei, fra i più grandi del panthéon vedico, prendono parte al concorso: Indra, Agni, Varuma, Yama. Essi conoscono il cuore di Damayanti e sanno che la sua scelta si orienterà su Nala. Un modo per evitare questa umiliazione è impedire a Nala di prendere parte al concorso. Viene loro l’idea di incaricare Nala di essere il loro messaggero presso Damayanti. Il suo compito è di far conoscere a Damayanti la grandezza di questi immortali e di spiegarle che ella non potrà che scegliere uno fra di essi. Nala, lacerato, obbedisce. Protetto dagli dei che lo rendono invisibile penetra negli appartamenti della principessa. Quando è solo con lei, si lascia vedere in tutta la propria bellezza. Damayanti riconosce nel messaggero il Nala dei propri sogni e lo esorta a presentarsi al svayamvara. Ella è ben decisa a scegliere lui, a preferirlo agli Immortali. Gli dei percepiscono tutto ciò e inventano un altro stratagemma: venuto il giorno, prendono tutti e quattro le sembianze di Nala, così che Damayanti si trova di fronte cinque esemplari del suo amato.
Damayanti ricorre allora alla procedura chiamata “atto di verità”: se è vero, dice, che ho consacrato tutti i miei pensieri a Nala, che non ho amato che lui, le divinità del cielo e della terra sono obbligate ad aiutarmi a riconoscere il vero Nala tra i suoi sosia. Costretti da questa parola solenne, i concorrenti divini di Nala fanno vedere agli occhi di Damayanti i segni della loro natura di Immortali: non hanno sudore, non battono le ciglia, le ghirlande di fiori al loro collo non appassiscono, non hanno polvere, sono in piedi ma non toccano terra. E, infine, non hanno ombra.
Gli dei hanno dunque perso la partita. Il loro orgoglio, la loro gelosia, la loro tendenza a prendersi gioco dei desideri umani sono stati vinti dalla forza della verità.

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