La storia della filosofia medievale come translatio studiorum – Fondazione Collegio San Carlo

La storia della filosofia medievale come translatio studiorum

  • Alain De Libera

    Professore di Storia della filosofia medievale - Collège de France

  • lunedì 29 maggio 2006 - 17.30
Scuola Alti Studi

Il conflitto tra l’«ellenismo» e il «cristianesimo» non si è chiuso con il supposto esilio dei filosofi in Persia: la filosofia è tutt’altro che morta a quest’epoca. Prende avvio al contrario un movimento di trasferimento o di transfert della scienza – la translatio studiorum – che durerà fino alla fine del Medioevo. L’idea di «traslazione degli studi», evidentemente associata a quella di «traslazione dell’Impero», è stata un potente strumento della propaganda occidentale cristiana all’epoca di Carlo Magno e poi del regno di Francia. I medievali erano così coscienti di essere degli eredi, che hanno voluto situarsi nella storia come i restauratori della cultura antica e dell’impero. L’idea di fare della Francia una Nuova Atene, lanciata da Alcuino, inaugura la nostra percezione media della filiazione greca. Non si tratta di restaurare Roma che, al di fuori di quello di Plotino, non ha mai avuto un grande insegnamento filosofico, bensì Atene, capitale della filosofia: un’Atene cristiana, tuttavia.
[…] Comunque, ideologica o meno, la nozione di «traslazione dei centri di studio» ha un innegabile valore al fine di pensare la storia della filosofia tra Età tardoantica e Medioevo, e poi oltre. […] Ma non tutte le strade vengono da Roma, né da Atene, e non conducono tutte a Parigi. Ci sono varie translationes studiorum tra l’Antichità e il Medioevo: una avviene da Atene in Persia e dalla Persia ad Harran (a meno che questi due trasferimenti non ne costituiscano uno solo), altre avvengono d’Alessandria ai monasteri siriaci del VII e dell’VIII secolo, mentre un terzo movimento ha luogo dalla cultura siriaca verso la cultura araba, d’Alessandria a Baghdad. Questi movimenti occupano tutto l’Alto Medioevo: sono sufficienti a inquadrare e strutturare una storia. Tuttavia non tutte le durate si assomigliano. Nella stessa epoca l’Occidente cristiano è filosoficamente sterile. Non uscirà dal suo lungo sonno se non per mezzo di una nuova translatio da Baghdad a Cordova, e poi a Toledo, ossia dall’Oriente musulmano all’Occidente musulmano, e poi, da lì, all’Occidente cristiano.
(A. De Libera, Storia della filosofia medievale, Milano, Jaca Book, 1995, pp. 9-11)*

La lezione sarà tenuta in lingua italiana

Riferimenti Bibliografici

-  R. Brague, La Loi de Dieu. Histoire philosophique d’une alliance, Paris, Gallimard, 2005:*
-  K. Flasch, Introduzione alla filosofia medievale, Torino, Einaudi, 2002;*
- D. Gutas, Pensiero greco e cultura araba, Torino, Einaudi, 2002.*

(*) I titoli contrassegnati con l'asterisco sono disponibili, o in corso di acquisizione, per la consultazione e il prestito presso la Biblioteca della Fondazione Collegio San Carlo (lun.-ven. 9-19)

Presso la sede della Biblioteca, dopo una settimana dalla data della conferenza, è possibile ascoltarne la registrazione.

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