Lealtà plurime

Rapporti fiduciari e revocabilità degli impegni nella vita quotidiana

  • venerdì 28 gennaio 2005 - 17.30
Centro Culturale

Audio integrale

Se consideriamo il problema della pluriappartenenza a diverse cerchie sociali, ogni individuo partecipa di molteplici gruppi che formano altrettanti Noi. Con ognuno di questi diversi Noi può condividere segreti, competenze, sentimenti, fini, promesse, riti, stili di vita, valori. Ma tutti i contenuti della condivisione sempre più raramente formano e appartengono a un solo Noi. Sempre più difficilmente si condivide tutto con qualcuno, persino nelle relazioni più intime: “La sensibilità moderna è più incline ad amicizie differenziate che hanno il loro campo soltanto in un aspetto della personalità. Con la crescente differenziazione le personalità sono individualizzate in modo troppo singolare per rendere possibile la piena reciprocità della comprensione” (G. Simmel). Se questo è vero nei rapporti amicali e amorosi, tanto più lo è per gli infiniti rapporti impersonali in cui si è coinvolti quotidianamente e nei quali gli elementi di condivisione sono sempre più particolari e fugaci. Con gli amici, il proprio gruppo dei pari o anche solo con un amico, si possono condividere stili di vita, ma non valori, o viceversa, sentimenti ed emozioni, riti, ma non necessariamente stili di vita. Si può formare un gruppo amicale pur in assenza di un fine o di un obiettivo comune, fatta eccezione per il mantenimento della relazione stessa; oppure il Noi amicale è basato su di un obiettivo da raggiungere insieme, sulla conoscenza di segreti reciproci, ma non implica la condivisione di valori o sentimenti. Il Noi formato da individui occupati nella stessa professione può implicare la condivisione di competenze, ritualità, obiettivi, segreti professionali, ma escludere valori, stili di vita comuni, complicità affettive o scelte ideologiche. Il modo con cui si formano i Noi sono molteplici e ci impegnano in diversi patti di lealtà e in differenti rapporti fiduciari: e tutti i soggetti impegnati in una qualche forma di condivisione si aspettano lealtà particolari e settoriali, si fidano e si affidano solo per quei segmenti di vita che si hanno temporaneamente in comune.
(G. Turnaturi, Tradimenti, Milano, Feltrinelli, 2000, pp. 124-125)*

Riferimenti Bibliografici

- A. Giddens, Le conseguenze della modernità, Bologna, 1994;* - Id., La trasformazione dell’intimità, Bologna, 1995;* - J.N. Shklar, Vizi comuni, Bologna, 1986;* - G. Simmel, Sociologia, Milano, 1989.*

(*) I titoli contrassegnati con l'asterisco sono disponibili, o in corso di acquisizione, per la consultazione e il prestito presso la Biblioteca della Fondazione Collegio San Carlo (lun.-ven. 9-19)

Presso la sede della Biblioteca, dopo una settimana dalla data della conferenza, è possibile ascoltarne la registrazione.

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