Venire al mondo. L'elaborazione religiosa della nascita tra natura e società

Ciclo di lezioni, ottobre 2002 - gennaio 2003


Evento biologico costitutivamente imperniato sulla creazione di reciprocità, il nascere ha sempre oltrepassato il confine dell’esperienza individuale per caricarsi di significato pubblico e pregnanza sacrale. Le pratiche rituali del parto e l’elaborazione simbolica della nuova vita si situano infatti nel punto di contatto tra natura e società. Il ciclo di lezioni del Centro Studi Religiosi si propone di esaminare le scene antropologiche e l’elaborazione religiosa del venire al mondo sottolineando l’oscillazione tra «nascere» e «far nascere», includendo cioè nella ricostruzione della nascita come fatto culturale e religioso anche l’elaborazione della maternità e della paternità. Il tema verrà ripercorso sia per farne emergere i momenti storici più significativi, sia per fare il punto sulle questioni teoriche di maggiore rilievo nell’attualità: la svolta biopolitica del moderno, che fa dei corpi e della vita biologica l’oggetto di ogni strategia di governo, ha determinato infatti l’assunzione del paradigma biomedico come discrimine fondativo tra vita e morte, implicando quindi e imponendo una nuova declinazione della questione del venire al mondo.

Dal punto di osservazione della nostra epoca, uno dei tratti distintivi dell’antico è che l’esperienza del nascere vale come fenomeno sacro e religioso che richiede l’intervento divino per far fronte ai pericoli insiti nell’evento del parto. Il contatto tra umano e divino si svolge qui all’insegna del passaggio dal rischio alla sicurezza, codificandosi in un racconto mitologico i cui snodi narrativi assumono notevole rilievo simbolico e la cui morfologia ha conosciuto una storia di lunghissima durata fin sulle soglie del terzo millennio. L’esperienza del parto si accompagna in epoca antica anche alla divinizzazione del dare la vita, come attesta la diffusione nello spazio mediterraneo di molteplici culti della dea madre: questa piattaforma mitologica, comune a varie religioni antiche, culminerà, nel contesto biblico, nella figura della Vergine Maria, la cui natura di paradigma femminile resta ancora salda nel dibattito teologico contemporaneo. Cultura del pubblico e della piazza, il mondo antico, specie nell’esperienza romana, ha inoltre declinato la nascita come fenomeno sociale, subordinando al riconoscimento giuridico sia il venire al mondo sia le relazioni familiari che esso mette in moto.

Mentre la cristallizzazione della figura di Maria nella cultura teologica cristiana e la sedimentazione dei concetti del diritto romano nella cultura giuridica dell’Occidente continentale segnano continuità di lunga durata nel campo della maternità e della famiglia, la lenta agonia del mondo antico non avviene senza profonde fratture. Il passaggio alla prima età moderna segna un momento cruciale nella traiettoria storica dell’elaborazione religiosa della nascita. I processi di medicalizzazione, i movimenti di secolarizzazione e i primi segnali di individualizzazione e di gestione biopolitica della vita incrinano la totalità sacrale e rituale del venire e far venire al mondo, ridimensionandone anche la portata comunitaria. A fronte di questo scenario di trasformazione epocale, il significato religioso del nascere e dell’essere madri si riposiziona su un piano spirituale, quello del maternage, assecondando la genesi dell’interiorità moderna, senza tuttavia dissipare l’efficacia simbolica insita nel gesto e nel processo del dare nuova vita.

Medicalizzazione e individualizzazione, infatti, non significano una cesura definitiva. Se nella grande narrazione della modernità le differenze tra nascita tradizionale e nascita medicalizzata sembrano inscriversi in una sequenza diacronica irreversibile, i contributi più avanzati dell’antropologia e della storiografia mostrano al contrario la convivenza tra pratiche di devozione popolare e assistenza medica al parto, facendo emergere l’elemento della durata rituale nell’esperienza della nascita e il coinvolgimento comunitario nell’evento. L’esperienza della contemporaneità indica come lo sviluppo del pensiero moderno, biomedico e secolarizzato, sia entrato in crisi anche su un piano diverso. Nell’odierno dibattito filosofico e bioetico avanzano nuove ontologie della natura fondate su una risacralizzazione della vita tale da reimpostare l’intera questione del nascere. Se da un lato, infatti, natura, vita e nascita paiono profilarsi come sostanze ed eventi in sé conclusi, dall’altro la crisi del moderno e i mutamenti nell’esperienza del sacro richiedono un nuovo pensiero sul venire al mondo che ne lo riqualifichi come fatto pubblico e sociale.

Riepilogo

Anno accademico
Tema
  • Venire al mondo
Periodo
Informazioni e contatti La partecipazione è libera. A richiesta si rilasciano attestati di partecipazione. Il ciclo di lezioni è inserito tra le iniziative di aggiornamento insegnanti per l’Anno Scolastico 2002/2003. Le lezioni si tengono presso la Fondazione Collegio San Carlo, via San Carlo 5, Modena. Tel. 059/421210, fax 059/421260, csr@fondazionesancarlo.it www.fondazionesancarlo.it

Conferenze

17/10/2002

L'identità tra natura e cultura

Roberto Esposito

Centro Studi Religiosi

06/11/2002

Il parto cesareo tra storia e mitologia

Maurizio Bettini

Centro Studi Religiosi

07/11/2002

Per un’antropologia della famiglia romana

Gennaro Franciosi

Centro Studi Religiosi

28/11/2002

Femminilità e maternità di un modello biblico

Cettina Militello

Centro Studi Religiosi

05/12/2002

La direzione spirituale femminile nell’età moderna

Gabriella Zarri

Centro Studi Religiosi

23/01/2003

Nascita e corporeità nel dibattito teologico contemporaneo

Giannino Piana

Centro Studi Religiosi

06/02/2003

Pratiche della nascita nella devozione popolare

Gianfranca Ranisio

Centro Studi Religiosi