Identità e interazione

La relazione "faccia a faccia"

  • da mercoledì 23 Febbraio 2000 a martedì 09 Maggio 2000 - 17,00
Centro Culturale

La sociologia di Goffman è una sociologia della co-presenza, di quanto si verifica di sociologicamente interessante quando due o più persone si trovano alla presenza l’una dell’altra, cioè sono reciprocamente esposte alla loro immediata percezione e alla percezione di questa percezione.

Poiché gran parte della vita sociale si svolge in condizioni di co-presenza, il tema è stato affrontato da numerosi sociologi, classici e contemporanei. Tuttavia Goffman ritiene che il loro approccio sia profondamente viziato perché essi considerano l’interazione faccia a faccia come il prodotto di variabili strutturali esterne ad essa (età, sesso, condizioni socio-economiche, ecc.) oppure come il risultato dei corsi di azione dei singoli partecipanti.

Per Goffman invece l’interazione faccia a faccia rappresenta un ordine sociale a sé stante, relativamente autonomo dal suo ambiente strutturale e psicologico, che va analizzato nei suoi stessi termini, utilizzando specifici concetti, dati e metodi. Quest’ordine ha due facce: una tecnico-sistemica, l’altra morale-rituale. E’ alla seconda che è principalmente interessato Goffman. I soggetti dell’interazione non sono infatti individui che si orientano utilitaristicamente all’interno di un’arena disciplinata da regole strumentali, ma esseri morali preoccupati dell’immagine che proiettano di se stessi e attenti alle immagini di se stessi proiettate dagli altri. Riprendendo alcune idee di Durkheim e applicandole a livello microsociologico, Goffman sviluppa la dimensione espressiva della co-presenza che ruota intorno alla salvaguardia della “faccia”, gettando una nuova luce sull’aspetto rituale della vita quotidiana. Egli mostra come i nostri gesti più ordinari – un saluto, una scusa, l’abbassarsi di uno sguardo – che spesso consideriamo insignificanti, sono in realtà tra i più significativi per l’ordine sociale.

Se l’ordine dell’interazione è costruito intorno all’imperativo di proteggere la natura rituale del self, a sua volta il self è costituito dall’interazione. Quindi il self è una costruzione locale, che non ha una realtà trans-situazionale e una stabilità temporale: “non è qualcosa di organico che abbia una sua collocazione specifica, il cui principale destino sia quello di nascere, maturare e morire; è piuttosto un effetto drammaturgico che emerge da una scena che viene rappresentata”.

L’ordine rituale dell’interazione ha anche un altra funzione, quella di confermare le “apparenze normali” che garantiscono il nostro senso di sicurezza ontologica circa l’esistenza e la regolarità del mondo sociale. Goffman affronta la questione nell’ambito delle due ultime opere, Frame Analysis e Forms of Talk, dove elabora in maniera sistematica gli spunti sul concetto di “cornice” che si trovano nei suoi precedenti lavori.

La lezione passa in rassegna questi temi e termina illustrando la rilevanza dell’opera goffmaniana per l’analisi di diversi aspetti della società contemporanea.

Riferimenti Bibliografici


- Giglioli P.P., Rituale, interazione, vita quotidiana, Bologna, Clueb, 1990;*
- Goffman E., Il rituale dell’interazione, Bologna, Il Mulino, 1988;*
- Goffman E., Espressione e identità, Milano, Mondadori, 1979;*
- Goffman E., Asylums, Torino, Einaudi, 1968;*
- Goffman E., Relazioni in pubblico, Milano, Bompiani, 1981;*
- Goffman E., L’ordine dell’interazione, Roma, Armando, 1998;*
- Trifiletti R., L’identità controversa, Padova, Cedam, 1991.*

Testi di riferimento per la lezione
- Goffman, E., La natura della deferenza e del contegno, in Id., Il rituale dell'interazione, Bologna, il Mulino, 1988, pp. 51-61;*
- Goffman, E., Sintomi di malattie mentali ed ordine pubblico, in Id., Il rituale dell'interazione, Bologna, il Mulino, 1988, pp. 151-165.*

(*) I titoli contrassegnati con l'asterisco sono disponibili, o in corso di acquisizione, per la consultazione e il prestito presso la Biblioteca della Fondazione Collegio San Carlo (lun.-ven. 9-19)

Presso la sede della Biblioteca, dopo una settimana dalla data della conferenza, è possibile ascoltarne la registrazione.

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