L'origine del mondo

La dottrina della creazione nell'Islam

  • Ida Zilio-Grandi

    Professoressa di Lingua e letteratura araba - Università Ca' Foscari di Venezia

  • martedì 13 novembre 2012 - 17.30
Centro Studi Religiosi

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Origine dell’uomo, secondo il Corano, è l’«acqua sozza» o la terra o entrambe le cose senza che vi sia un’aperta contraddizione. Cercando conferma nella lingua è evidente quanto poco disti la terra stessa (turab) dalle costole, le reni, la parte alta del dorso (tara’ib) di dove giunge il liquido seminale: «Guardi dunque l’uomo di cosa fu creato! Fu creato di liquido effuso che esce di fra i lombi e le costole», afferma la sura del Sopravveniente di Notte (86:5-7). L’immondo percorso di liquidi, miscugli e grumi procede dalla terra o assieme alla terra, quell’argilla da cui venne tratto il primo uomo, il fango con ragione disprezzato dall’Angelo. Il Libro non contempla l’idea di una corruzione in senso fisico – e neppure morale – che pesi sull’umanità in seguito alla caduta del progenitore. Tutti gli uomini, il primo o l’ultimo, sono introdotti alla vita in condizioni dai tratti negativi; solo la potenza e la clemenza divine opereranno la creazione dell’essere umano così come appare, e passo dopo passo lo renderanno bello, armonioso di forme: «Iddio vi ha formato, e le forme vostre ha abbellito», si legge nella sura del Perdonatore (40:64); e anche la sura della Prostrazione afferma che Egli «fece bella ogni cosa che creò, e la creazione dell’uomo cominciò dal fango, poi la sua progenie fece nascere da spregevole liquido, poi armoniosamente lo plasmò e gli insufflò del Suo Spirito» (32:6-9). Tanto squallido è l’avvio alla vita che l’esistenza dell’uomo compiuto assume il senso di una creazione nuova: «Certo Noi creammo l’uomo da argilla finissima, poi ne facemmo una goccia di sperma in ricettacolo sicuro, poi facemmo la goccia di sperma grumo di sangue, e facemmo il grumo di sangue massa molle, e facemmo la massa molle ossa, e vestimmo le ossa di carne, e poi facemmo un’altra creazione, sia benedetto Iddio, il migliore dei creatori» (23:12-14).

(da I. Zilio-Grandi, Il Corano e il male, Torino, Einaudi, 2002, pp. 27-28)*

(*) I titoli contrassegnati con l'asterisco sono disponibili, o in corso di acquisizione, per la consultazione e il prestito presso la Biblioteca della Fondazione Collegio San Carlo (lun.-ven. 9-19)

Presso la sede della Biblioteca, dopo una settimana dalla data della conferenza, è possibile ascoltarne la registrazione.

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