El Greco e la trasfigurazione della pittura

  • venerdì 19 Maggio 2000 - 17,30
Scuola Alti Studi

Stravagante, mistico, filosofo: questi e altri sono stati i luoghi comuni di una critica che si è sempre dimostrata in difficoltà nel leggere e comprendere un’opera caratterizzata da dissoluzione e invenzione continue, la cui sola verità è quella che nasce dalla visione del mondo e dell’eternità. In effetti la storia della critica ha potuto solo offrire incertezza quando si è trattato di decifrare il percorso di uno sconosciuto pittore bizantino di icone che si trasforma in pittore moderno, vicino come nessun altro all’insegnamento di Tiziano, Tintoretto, Michelangelo, per poi conquistare febbrilmente un linguaggio proprio, che lo renderà capace di rappresentare una “naturalezza impossibile, quella che si nasconde ai nostri occhi di carne”, come egli annotava nella sua copia dei Dieci libri di architettura di Vitruvio.

Dal momento in cui arriva in Spagna gli eventi precipitano. Le scelte pittoriche sono, in quel momento, più originali che mai. Nessuno potrà più riconoscerlo come pittore veneziano o romano. Lui è Domenico Theotokopulos, El Greco, un pittore strano e difficile, virtuoso fino alla perfezione, irreverente davanti alle norme, perfino stravagante. Arriveranno le commissioni: per primo l’Escorial di Filippo II, poi Toledo. Sono anni di profondo intimismo, forse causato dalla vigilanza severa della Toledo controriformista: essi descrivono un percorso teso verso la Toledo mistica, che creò lui stesso, il luogo dell’illuminazione. Per questa strada passeranno Teresa d’Avila e Juan de la Cruz. Come loro anche lui pensava che la luminosità nuocesse alla luce interiore, la luce che risplende nella Notte Oscura dell’anima. Che è pure la stessa con cui dipinse la Vista di Toledo, uno dei paesaggi più evocativi mai dipinti. Una Toledo mistica che vibrava della luce interiore che El Greco seppe dare ai suoi quadri.

Riferimenti Bibliografici


- J. Brown, Images and Ideas in Seventeenth-Century Spanish Painting, Princeton, 1978;
- J. Gudiol, Doménikos Theotokopoulos El Greco (1541-1614), Barcelona, 1973;
- F. Marías, El Greco, Madrid, 1997;
- C.L. Ragghianti, Periplo del Greco, Milano, 1987;
- J.L. Schefer, Le Greco ou l'éveil des ressemblances, Paris, 1988.

(*) I titoli contrassegnati con l'asterisco sono disponibili, o in corso di acquisizione, per la consultazione e il prestito presso la Biblioteca della Fondazione Collegio San Carlo (lun.-ven. 9-19)

Presso la sede della Biblioteca, dopo una settimana dalla data della conferenza, è possibile ascoltarne la registrazione.

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