Gesù di Nazareth

Profeta o messia?

  • venerdì 10 Maggio 2002 - 17,30
Scuola Alti Studi

Gesù di Nazareth si è considerato o è stato considerato un profeta o un messia? Questa questione porta con sé due risposte apparentemente contraddittorie: sì e no! In vita Gesù non si è mai considerato un messia e i contemporanei lo hanno al massimo indicato come profeta. Dopo la sua morte, i suoi discepoli hanno creduto che fosse resuscitato – e hanno cominciato a guardarlo come il Messia. Conviene sottolineare però che Gesù è stato condannato a morte come “Re dei Giudei”, cioè come qualcuno che pretendeva alla messianità e più in particolare alla messianità regale. In altri termini, il Gesù della storia non è stato considerato come il Messia, mentre il Gesù della tradizione lo è stato. D’altra parte, sembra decisamente impossibile comprendere il messaggio e la mediazione di Gesù se non li si ricolloca nel quadro delle attese dei giudei nel I secolo della nostra era. Quel che è certo è che il messaggio di Gesù si è plasmato in un preciso ambiente spirituale. I critici divergono tuttavia a proposito di questo ambiente, proponendo ipotesi che vanno a ricoprire tutto lo scacchiere del giudaismo dell’epoca: dai farisei agli esseni, dai battisti agli zeloti, per giungere paradossalmente a una scuola filosofica come i cinici o a un partito politico come gli erodiani. In realtà Gesù resta difficile da collocare. E’ assai probabile tuttavia che Gesù fosse molto semplicemente un pio giudeo della Galilea, originario del popolo e, di conseguenza, più vicino agli ambienti farisei che a quelli esseni, che avesse conosciuto dei battisti e senza dubbio degli zeloti, almeno quelli che si collegavano ai successori di Giuda di Gamala. In altri termini, Gesù sarebbe stato soprattutto un uomo pio di Galilea, cioè un profeta carismatico che si trasformerà, o che sarà trasformato, in un profeta escatologico prima di essere designato col titolo, più elevato nell’ordine delle dignità religiose, di messia. D’altra parte, nel Vangelo secondo Matteo, pur affermando il suo carattere profetico e messianico, l’autore presenta Gesù come un predicatore di sinagoga e come un annunziatore di buona novella, al modo dei predicatori farisei. In ogni caso, Gesù si è trovato al centro di una speranza che può essere qualificata come nuova. In tale prospettiva, oltre al contenuto del messaggio di Gesù, conviene pertanto chiedersi quale sia stata la sua funzione come mediatore. E per fare questo è essenziale prendere in considerazione i suoi titoli di profeta e di messia.

Durante la conferenza del prof. Mimouni sarà visualizzata la traduzione in lingua italiana.

Riferimenti Bibliografici


- H. Cazelles, Il messia della Bibbia, Roma 1981.*
- O. Cullmann, Cristologia del Nuovo Testamento, Bologna 1970.*
- E. Nodet e J. Taylor, Essai sur les origines du christianisme, Paris 1998.*
- G. Vermes, Gesù l’ebreo, Milano 1983.*

(*) I titoli contrassegnati con l'asterisco sono disponibili, o in corso di acquisizione, per la consultazione e il prestito presso la Biblioteca della Fondazione Collegio San Carlo (lun.-ven. 9-19)

Presso la sede della Biblioteca, dopo una settimana dalla data della conferenza, è possibile ascoltarne la registrazione.

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