Confessione e identità – Fondazione Collegio San Carlo

Confessione e identità

Forme culturali della costruzione biografica

  • Alois Hahn

    Docente di Sociologia generale - Università di Trier (D)

  • giovedì 25 ottobre 2001 - 17,30
Centro Studi Religiosi

Una forma particolare di tematizzazione del sé sono le costruzioni biografiche d’identità. Da questo punto di vista diventano interessanti i generatori di biografie. Con ciò si intendono quelle istituzioni che generano una particolare forma di discorsi, tema dei quali può divenire la biografia di almeno uno dei componenti. Si tratta di dispositivi attraverso i quali gli individui sono indotti a parlare di sé e della loro vita. Il risultato è una forma particolare di identità narrativa. Ciò che l’uomo è, si mostra come risultato di una narrazione. A questo proposito è importante tenere presente che non è in alcun modo naturale che gli uomini possano parlare (o scrivere) di sé stessi, della loro vita, le loro intenzioni, i loro sentimenti e le loro azioni. Ancor meno naturale è che essi trovino anche particolari ascoltatori per queste presentazioni. Quale tipo di identità biografica possa ottenere una persona dipende dalle diverse forme storiche e culturali di generatori di biografia che sono a disposizione di un individuo.
Le confessioni istituzionali hanno giocato un grande ruolo non solo nel contesto del controllo socio-religioso. Certamente la modernità più recente – circa dal XIX secolo – è stata caratterizzata da una secolarizzazione e contemporaneamente da una accentuata introduzione di rituali di confessione. Lo sviluppo delle forme istituzionalizzate di confessione religiosa all’interno della tradizione cristiana si può dividere in quattro fasi: la confessione pubblica di elite religiose o politiche, la confessione di azioni esteriori, la confessione di motivazioni e intenzioni e infine la confessione di biografie. Differenti strutture della società presentano differenti forme di controllo sociale e differenti tipi di identità biografiche nella popolazione. Un motivo per cui l’autotematizzazione fa riferimento a peccati e non per esempio a onori è connesso alla generalizzabilità dei peccati. Tutti hanno peccati e possono raccontarli, mentre solo personalità particolari possono condividere storie dei loro onori.

Riferimenti Bibliografici


- J. Delumeau, Rassicurare e proteggere, Milano 1992*;
- M. Foucault, Sorvegliare e punire, Torino, 1976*;
- A. Hahn - V. Kapp, Selbstthematisierung und Selbstzeugnis. Bekenntnis und Geständnis, Frankfurt am Main 1987;
- T.N. Tentler, Sin and Confession on the Eve of Reformation, Princeton 1977.

(*) I titoli contrassegnati con l'asterisco sono disponibili, o in corso di acquisizione, per la consultazione e il prestito presso la Biblioteca della Fondazione Collegio San Carlo (lun.-ven. 9-19)

Presso la sede della Biblioteca, dopo una settimana dalla data della conferenza, è possibile ascoltarne la registrazione.

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