L’intervento offrirà una panoramica, necessariamente selezionata, dei linguaggi decorativi del potere, concentrandosi su temi e avvenimenti che hanno avuto come protagonisti tre geni assoluti nell’arte del XVII secolo. Si esplorerà l’attività di Peter Paul Rubens, pittore e diplomatico d’eccezione tra Mantova e le grandi capitali, confrontandola con la modernità di Diego Velázquez, che presso la corte di Filippo IV di Spagna scardinò i canoni della ritrattistica reale eseguendo un quadro enigmatico e rivoluzionario come Las Meninas. Si approderà infine nella Roma di papa Urbano VIII, dominata dal genio poliedrico di Gian Lorenzo Bernini. Nel contesto della “dittatura artistica” barberiniana, Bernini seppe sintetizzare i canoni artistici, definendo l’essenza stessa del linguaggio barocco come strumento di celebrazione del potere.
