La scrittura geroglifica e l’interpretazione del reale nella cultura egizia

  • venerdì 24 Ottobre 2025 - ore 17.30
Centro Culturale

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Uno dei temi più dibattuti, anche a causa della sua complessità, è quello della nascita della scrittura in Egitto. Tale complessità deriva anche da un fattore legato alla documentazione: quando possiamo parlare di una notazione che prende effettivamente il carattere di “scrittura”, cioè quando possiamo dire con un ragionevole margine di certezza, che un gruppo di immagini può essere una “scrittura” effettiva? La questione nasce nel momento stesso in cui la critica decide di passare da una semplice rappresentazione a un modo più complesso di rapportarsi con il reale, che si realizza attraverso un segno distintivo così straordinario, che è proprio quello scritto. […] Gli studi sembrano infatti confermare che la scrittura si affermi con un criterio fortemente denotativo: si comincia a scrivere per dare un nome, per identificare cioè una determinata realtà. Chi si tratti di un uomo, di un luogo, di oggetti, o anche solo di un arco di tempo circoscritto come l’anno, la scrittura si afferma come strumento di ordine e di discernimento: la realtà descrivibile diventa quindi scrivibile, può cioè essere inserita in un patrimonio di codici culturali che, attraverso segni convenzionali, registra la lingua. Si tratta di un fenomeno straordinario perché determina il profondo legame che si istituisce sin dalle origini tra scrittura e lingua in Egitto: ciò che può essere denotato per mezzo della lingua diventa anche ciò che può essere scritto per mezzo del geroglifico; in questo modo, la scrittura diventa un criterio intrinseco del reale perché solo ciò che esiste può essere identificato linguisticamente e scritto per mezzo del geroglifico. Sicuramente il processo che porta all’affermazione di questo sistema di registrazione si completa prima della nascita dello Stato: un documento come la Tavolozza di Narmer, vista dall’egittologia come la testimonianza del processo di unificazione delle Due Terre ancora in corso, mostra l’uso di notazioni che “identificano” i protagonisti di scene (il re, il nemico, i membri della corte regale) che a loro volta “rappresentano” altrettante realtà (storica nell’immagine del re che sconfigge il nemico, rituale nella scena di parata trionfale accanto ai corpi dei nemici caduti). 

(da E.M. Ciampini, La lingua dell’antico Egitto, Milano, Hoepli, 2018, pp. 33-34)* 

 

 

(*) I titoli contrassegnati con l'asterisco sono disponibili, o in corso di acquisizione, per la consultazione e il prestito presso la Biblioteca della Fondazione Collegio San Carlo (lun.-ven. 9-19)

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