L’arte in Cina

Forme e contesti

  • Sabrina Rastelli

    Professoressa di Arte e archeologia cinese – Università Ca’ Foscari di Venezia

  • venerdì 08 Maggio 2026 - ore 17.30
Centro Culturale

Lo studio dell’arte cinese in Occidente ha origini piuttosto recenti situabili tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, quando furono pubblicati i primi testi. Sebbene i contatti indiretti fra Cina e mondo occidentale risalgano al periodo Han (206 a.C.- 220 d.C.) e siano testimoniati dall’arrivo di magnifici tessuti di seta nell’impero Romano, le nostre conoscenze di questa importante civiltà sono rimaste molto limitate fino a quando i gesuiti non ottennero il permesso di stabilire missioni in Cina e iniziarono a pubblicare testi che introducevano importanti concetti confuciani, come il De Christiana expeditione apud Sinas (basato in gran parte sugli studi condotti da Matteo Ricci, 1552-1610) o i libri di Prospero Intorcetta (1626-1676). A partire dal XVI secolo, grandi quantità di porcellane furono importate in Occidente, ma erano per lo più apprezzate per la preziosità del materiale – sconosciuto in Europa fino ai primi anni del Settecento e definito «oro bianco» – e per il loro esotismo. La consapevolezza che la Cina avesse prodotto opere d’arte di altissimo valore non affiorò fino a quando gli stranieri non ebbero la possibilità di stabilirsi e viaggiare nel grande impero Qing, dopo la Seconda guerra dell’oppio (1856-1860). Solo allora si cominciò a intuire che la Cina aveva avuto un passato ricco e glorioso e per capirlo (e in qualche modo «possederlo») si iniziò a collezionare ceramiche pre-Ming, bronzi, giade, sculture e dipinti. La costruzione delle linee ferroviarie (e di altre infrastrutture) fra la fine dell’Ottocento e il primo Novecento portò alla scoperta di molte tombe antiche, i cui corredi giunsero sul mercato antiquario cinese e da qui in Europa, negli Stati Uniti e in Giappone, dove furono collezionati privatamente per poi confluire – per donazione o acquisizione – nelle collezioni «orientali» che i grandi musei europei e statunitensi andavano costituendo. L’esigenza di catalogare gli oggetti stimolò indagini approfondite, che condussero alla compilazione dei primi testi sulle arti della Cina, alcuni focalizzati su un ambito specifico, altri dedicati al soggetto nella sua globalità.

 

(da S. Rastelli, L’arte cinese. Dalle origini alla dinastia Tang, Torino, Einaudi, 2016, pp. xxi-xxiv)

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