• Parola e rito

    La trasmissione del sapere nelle tradizioni religiose

Vidyāparamparā

La trasmissione del sapere nella civiltà indiana classica: luci e ombre

  • Alberto Pelissero

    Professore di Filosofie, religioni e storia dell’India e dell’Asia centrale - Università di Torino

  • venerdì 30 Gennaio 2026 - ore 17.30
Centro Studi Religiosi

La trasmissione del sapere è il pilastro portante della civiltà indiana classica, che si caratterizza anzitutto per la centralità della sua lingua sacra, il sanscrito, che non ne è semplicemente il veicolo, ma in gran parte anche l’oggetto: sono composti in sanscrito (o nel suo antecedente immediato, il vedico) tutti gli insegnamenti fondamentali che devono essere insegnati e trasmessi di generazione in generazione. L’istruzione è in primo luogo il processo che consiste nel fornire all’allievo la padronanza di uno strumento linguistico formidabile, che darà accesso a un corpus di insegnamenti vastissimo, e molto diversificato al suo interno. Tale corpus comprende anzitutto un insieme di componimenti poetici denominati “scienza [sacra]” (Veda) suddivisi in raccolte dedicate rispettivamente a inni, melodie cantate, formule sacrificali e formule di incantesimo (Ṛgveda, Sāmaveda, Yajurveda, Atharvaveda), e, in posizione gerarchicamente subordinata alle suaccennate quattro raccolte, ulteriori tre livelli, costituiti rispettivamente da testi sacerdotali, testi delle selve (così chiamati perché non possono essere insegnati in un contesto urbano o rurale ma devono essere trasmessi in luoghi riservati) e testi di carattere esoterico e iniziatico (brāhmaṇa, āraṇyaka, upaniṣad). La transizione dalle raccolte ai testi sacerdotali (saṃhitā, brāhmaṇa) segna anche il passaggio linguistico tra il vedico, lingua poetica in gran parte eslege, al sanscrito, lingua sacerdotale ipergrammaticalizzata, che nel corso del tempo perde via via ogni possibilità di essere lingua madre e diviene sempre più lingua normata che deve essere appresa in un contesto scolastico. 

A questa prima articolazione del corpus vedico seguono discipline ancillari, definite “membra del Veda”, che concernono rispettivamente fonetica, metrica, grammatica, etimologia, astronomia, rituale, quest’ultimo rispettivamente pubblico o solenne e privato o domestico. Questo è il corpus vedico in senso stretto; le altre discipline oggetto di insegnamento possono essere comprese nei generi letterari dell’epica, della letteratura filosofica, della poesia ornata, e della trattatistica sui tre fini dell’uomo: piacere, profitto, dovere. La trattatistica tecnica si occupa di discipline più specifiche a carattere professionale o semplicemente pratico (medicina, agricoltura, polemologia, architettura, iconografia, arti plastiche e pittoriche). 

(da A. Pelissero, Vidyāparamparā. La trasmissione del sapere nella civiltà indiana classica: luci e ombre, in La trasmissione del sapere. Per i 400 anni del Collegio di San Carlo in Modena, Modena, a cura di G. Cerro, S. Suozzi, G. Zanetti, Modena, Franco Cosimo Panini Editore, in corso di pubblicazione)* 

(*) I titoli contrassegnati con l'asterisco sono disponibili, o in corso di acquisizione, per la consultazione e il prestito presso la Biblioteca della Fondazione Collegio San Carlo (lun.-ven. 9-19)

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